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contatto e procedere alla compravendita di merce su internet, è quello delle aste online. Il sito
principale dove questo fenomeno ha luogo è Ebay, fondato nel 1995 da Pierre Omydar,
programmatore di software d’asta, con l’idea di creare un modo di scambio di oggetti da
collezione più facile e più rapido. In origine il sito era strutturato come Auction web, ovvero una
community in cui potessero mettersi in contatto acquirenti e venditori e in cui fosse possibile
l’esposizione dei beni messi in vendita. Nel 1997 questa comunità elettronica
fu ribattezzata
eBay e alla metà dello stesso anno già vantava ottocentomila aste ogni giorno. Oggi eBay è un
colosso, che mentre all’inizio si confrontava con timide forme di concorrenza, oggi detiene in
maniera assoluta il primato nel settore. È presente in trentatré mercati internazionali, con più di
duecento milioni di utenti registrati nel mondo, ha oltre 104 milioni di oggetti in tutto il mondo,
e ogni giorno vengono inseriti circa 6,5 milioni di nuovi oggetti. Il successo di questo modello,
probabilmente, è collegato alle caratteristiche della rete, e al livello di accessibilità che essa
consente. La partecipazione alle aste online, infatti, non è onerosa, né in termini di tempo né in
termini di costi di partecipazione. Per capire cosa abbiano in comune e con cosa prendano le
distanze con le aste tradizionali, tuttavia, è opportuno fornire una rapida panoramica sul
fenomeno in generale, e sull’evoluzione che ha avuto nell’ultimo periodo.
Le aste sono vendite con una particolarità: la determinazione dinamica del prezzo del
bene o del servizio che viene venduto. Uno degli elementi fondamentali del contratto, dunque,
che è il corrispettivo del prezzo, viene determinato in maniera dinamica. La casa d’asta reperisce
i beni e organizza la gara in luoghi appositi, mentre a regolare lo svolgimento del procedimento
è il banditore o auctioneer. La particolarità delle aste tradizionali, o fisiche, è che i rapporti tra i
soggetti sono regolati da contratto, poiché il venditore contrae un contratto di mandato con la
casa d’asta, e i partecipanti si obbligano a loro volta a rispettare le regole della casa d’asta,
essendo passibili di responsabilità per inadempimento qualora non le rispettino. Il meccanismo
d’asta poi, può essere di varie tipologie, olandese, ovvero al ribasso, segreta al prezzo massimo,
con riserva, o con metodo Vickrey.
Rispetto ai meccanismi tradizionali, un secondo passo verso la modernità è stato
costituito dalle aste televisive, la cui diffusione in Italia ha avuto luogo negli anni Ottanta. L’asta
televisiva non ha come oggetto beni preziosi o unici, ma perlopiù beni di consumo, alle volte
anche di qualità discutibile. I partecipanti, poi, per ovvie ragioni non sono contestualmente
presenti, ma partecipano tramite collegamento telefonico, caratteristica che potrebbe mettere a
repentaglio la trasparenza della procedura, poiché non vi sicurezza sul fatto che la gara non
venga falsata dal banditore.
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