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costruire lungo i confini per impedire le migrazioni di massa, fra le quali si
nasconderebbero i terroristi. Prescindendo dalla validità delle iniziative, l’insostenibilità
dell’assunto sta nei dati statistici. A fronte degli centinaia di migliaia di persone che hanno
varcato i confini europei e, in particolare, italiani, costituiscono una percentuale
infinitesimale i soggetti con accertati collegamenti con gruppi o strutture terroristiche di
matrice islamista.
Per tale ragione è necessaria una verifica delle procedure di valutazione e selezione
delle istanze di asilo, il cui iter è eccessivamente lungo e non garantisce adeguata efficacia
decisionale. Sul punto è comunque opportuno anteporre una ben definita qualificazione
delle strutture destinate a dichiarare la legittimità della richiesta ovvero l’accoglienza del
rifugiato e, in tale quadro, è comunque opportuno verificare l’idoneità tecnica e scientifica
delle Commissioni all’uopo destinate, al momento attestate presso le Prefetture.
L’aspetto della “libertà religiosa” merita, altresì, un approfondimento soprattutto
nella considerazione del fatto che la comunità musulmana è la più numerosa, dopo quella
cristiana, nel nostro Paese ed ammonta ad oltre un milione e seicentomila praticanti. In
effetti la nostra carta costituzionale prevede, agli articoli 8 e 19 la libertà di espressione e
professione religiosa, nel quadro della salvaguardia dei diritti inviolabili dell’uomo e
dell’uguaglianza dei cittadini senza distinzione di […] religione (artt. 2 e 3). Occorre quindi porre
attenzione sul “come” favorire la creazione di un “Islam italiano”, quale risultato della
corretta integrazione delle tradizioni nazionali con quelle dei musulmani presenti in Italia.
I rapporti con la religione islamica e la comunità musulmana sono andati
gradualmente definendosi nel tempo. Solo recentissimamente, tuttavia, si è giunti ad un
Patto Nazionale per un Islam italiano, espressione di una comunità aperta, integrata e aderente ai valori
e princìpi dell’ordinamento statale siglato il 1° febbraio 2017 dal Ministro dell’Interno con
numerose organizzazioni islamiche presenti sul territorio nazionale . L’accordo ha preso
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spunto da un’iniziativa del Comune di Firenze e si pone il fine di contribuire a favorire la
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78 C.I.I. - Comunità Ismailita Italiana, CICI - Centro Islamico Culturale d’Italia, UCOII - Unione delle
comunità e organizzazioni islamiche in Italia, CO.RE.IS. - Comunità religiosa islamica, U.A.M.I. -
Unione degli Albanesi Musulmani in Italia, Associazione Cheikh Ahmadou Bamba, Associazione
Madri e Bimbi somali, Associazione italiana Imam e guide religiose, Associazione italo-pakistana
“Muhammadiah”.
79 J. STORNI, Patto con l’Islam, Firenze diventa un modello. Il Ministro Minniti vuole replicare in tutta Italia l’accordo
tra Comune e musulmani, in CORRIERE FIORENTINO, ed. del 24 gennaio 2017, pag. 6.
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