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Capitolo IV
Prospettive e profili di miglioramento
“L’uomo saggio impara molte cose dai suoi nemici”
(Aristofane)
a. Nelle attività di prevenzione e contrasto
Il dispositivo di prevenzione, definito a livello locale nell’ambito dei Comitati
Provinciali per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica si basa su consolidati ed efficaci piani di
controllo coordinato del territorio ed è integrato dal significativo concorso di circa
settemila militari delle altre Forze armate, in particolare dell’Esercito, con l’operazione
“Strade Sicure”, che contribuisce in modo rilevante nei servizi di vigilanza fissa ai centri di
accoglienza e agli obiettivi sensibili.
A livello centrale, il Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo istituito presso il
Ministero dell’Interno, costituisce il principale strumento di analisi, pianificazione,
collegamento e coordinamento interforze che, nel tempo, si è andato sempre più
affinando e perfezionando, rivelandosi una straordinaria, quanto concreta ed efficace sede
di condivisione delle informazioni a fini preventivi e, laddove possibile, per l’avvio di
specifiche iniziative investigative. In virtù dei compiti di difesa avanzata affidati alle Forze
armate, il consesso potrebbe essere ottimizzato sul piano della ricerca e dell’osmosi
informativa prevedendo la partecipazione di un qualificato rappresentante di queste
ultime. L’attuale minaccia, globale, non può più essere considerata solo interna, quindi di
competenza delle Forze di polizia, o solo esterna, quindi competenza delle Forze armate.
Per lo stesso motivo, anche la fisionomia organizzativa dei nostri Servizi di intelligence si
è evoluta verso una sempre maggiore integrazione sostanziale fra le due Agenzie, AISI e
AISE, sotto la responsabilità dell’Autorità politica e di coordinamento in capo al
Dipartimento per le Informazioni e la Sicurezza.
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