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terroristiche così come non è dimostrato che l’immissione strutturata di soggetti e gruppi

               di persone destinate  ad attacchi terroristici in Europa avvenga  attraverso i canali
               dell’immigrazione. Gli autori degli attentati di Parigi, Bruxelles e Nizza, secondo quanto

               emerso dalle indagini, avevano viaggiato attraverso vari paesi europei, tra cui l’Italia, nei

               quali si spostavano perché cittadini o naturalizzati europei.

                     La principale lezione appresa riguarda anche il nostro Paese, che pure deve adeguarsi,
               nelle norme, nelle strutture antiterrorismo e di intelligence, alla costante mutevolezza della

               minaccia. La comunità internazionale e quella europea, inoltre,  devono  prendere

               coscienza del fatto che la prosperità e l’accoglienza vanno parametrate ad efficaci politiche

               sociali e religiose tese ad evitare la “ghettizzazione” degli immigrati uscendo, in definitiva,
               da ipocrisie dell’accoglienza ovvero da forme di sostanziale propaganda mediatica o politica

               che non trovano riscontro in concrete ed efficaci misure di collocazione e inserimento

               nelle realtà sociali. Si tratta, in sintesi, di incidere su un quadro sociale, su un brodo di coltura

               nel quale, in passato, sono germogliati, in alcuni Paesi europei, fenomeni di
               associazionismo di tipo mafioso che, proprio a causa della sottovalutazione del problema,

               provocata da distanze culturali, presunzioni professionali di  addetti ai lavori, diversità di

               ordinamenti penali, hanno riproposto schemi e metodologie che il nostro Paese ha saputo

               affrontare. Pensiamo alla  ‘ndrangheta  calabrese o alla  stidda  siciliana, ad esempio, le cui
               estensioni in Germania hanno reso necessaria l’istituzione di reparti ad hoc nelle polizia

               cantonali e nel Bundeskriminalamt, la polizia federale.

                     La recrudescenza terroristica di matrice islamista in Europa è figlia della medesima
               sottovalutazione da parte delle Autorità europee alcune delle quali, oggi, non riescono a

               controllare aree del territorio perché totalmente in mano alla criminalità organizzata o, nel

               caso in argomento, a comunità islamiste fra i quali si nascondono e trovano protezione i

               terroristi. Molembeek, una cittadina del Belgio con poco più di 80.000 abitanti la metà dei

               quali è di religione musulmana, definita  la culla europea del terrorismo   è un drammatico,
                                                                                     70
               concreto esempio di  tale situazione sociale che trova analoghi  riscontri in più di una

               banlieu francese, nelle quali emarginazione e isolamento sociale sono diventate, appunto, il




               70   H.  FRAHI,  Infiltrata a Molembeek. La mia indagine nella  culla europea del terrorismo islamico, BUR-Rizzoli,
                  Roma 2016.

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