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monitorare le puntiformi espressioni del jihadismo, caratterizzato da una sorta di
polverizzazione territoriale, diversa da quella registrata in altri Paesi europei.
L’organizzazione territoriale dell’Arma è, pertanto, un imprescindibile punto di forza del
sistema di prevenzione con le circa cinquemila Stazioni, presenti anche nei più piccoli
centri urbani, in grado di fornire un enorme contributo nell’individuazione di potenziali
terroristi, la cui presenza è stata rilevata anche nelle frazioni più isolate. Il suddetto
dispositivo si integra con i Nuclei Informativi dei Comandi Provinciali, che svolgono un
ruolo di indirizzo e sostegno alle iniziative delle Stazioni, interfacciandosi con il
Raggruppamento Operativo Speciale, centro nodale del sistema antiterrorismo su cui poggia
l’azione investigativa dell’Istituzione.
Il coinvolgimento dell’Arma territoriale nelle attività antiterrorismo consegue alla
considerazione in base alla quale ogni operatore di polizia di prima linea può trovarsi nelle
condizioni di rilevare informazioni cruciali. Infatti, secondo le statistiche elaborate da
EUROPOL, circa il 20% degli iniziali indizi utili a sventare attacchi terroristici proviene
dal personale effettivo ai minori livelli ordinativi e impegnato in servizi di prossimità e
controllo del territorio. Eloquente dimostrazione ne è l’individuazione, con il conflitto a
fuoco che ne è conseguito, a Sesto S. Giovanni (MI), il 23 dicembre 2016, di Anis Amri,
tunisino, autore della strage di Berlino del 19 dicembre precedente.
La valenza di un sistema di ricerca informativa sul territorio, di tipo tradizionale,
basato proprio sul ruolo delle Stazioni Carabinieri è stato recentemente riaffermato nel
corso della conferenza “Il terrorismo di matrice confessionale. Caratteristiche della minaccia e
strumenti per la prevenzione e il contrasto in ambito internazionale”, organizzata dal Comando
Generale dell’Arma dei Carabinieri e tenutasi il 30 novembre 2016 a Roma. In quella sede,
qualificate Autorità centrali si sono soffermate sulla validità del modello di prevenzione fondato
sul concetto di famiglia, farmacia, prete, Stazione Carabinieri . Ancor più esplicito è stato il
62
Ministro dell’Interno che ha precisato: È chiaro che quello è un modo per tenere l’orecchio
permanentemente per terra […] significa non perdere i sensori da parte delle Forze di polizia e ho detto
delle Stazioni dell’Arma dei Carabinieri. Non perdere i sensori da parte dell’intelligence perché per
62 Dr. Alberto MANENTI, Direttore dell’AISE nell’intervento alla conferenza “Il terrorismo di matrice
confessionale: caratteristiche della minaccia e strumenti perla prevenzione e il contrasto in ambito internazionale”,
Caserma Salvo d’Acquisto, Roma, 30 novembre 2016.
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