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Capitolo III

                              I modelli di prevenzione e contrasto all’attuale minaccia




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                                                                                         (Giovanni Falcone)




               a.    Il quadro normativo nazionale


                     La  qualità e l’efficacia dei modelli di  prevenzione e contrasto passano

               necessariamente dall’adeguatezza del quadro normativo. La dottrina  più recente si è a

               lungo interrogata sulla qualificazione del diritto penale del nemico , applicato a soggetti che
                                                                               56
               incarnano la figura del  nemico combattente  al quale, proprio per l’asimmetricità del suo
               atteggiamento e delle forme di manifestazione dell’organizzazione di  cui fa parte, non

               possono applicarsi le ordinarie garanzie processuali previste dagli ordinamenti nazionali.

                     Il significato giuridico del terrorismo internazionale è entrato nel nostro ordinamento

               con la legge 31 luglio 2005 n.155, Misure urgenti per il contrasto al terrorismo internazionale. In
               precedenza, infatti, le norme si erano rivolte all’eversione dell’ordine democratico intesa, come

               previsto dall’art.11 della legge 29 maggio 1982 come eversione dell’ordine costituzionale, fermo

               restando che il terrorismo e le finalità terroristiche avevano trovato collocazione nel codice
               penale già con la legge 21 marzo 1978 n.191 che aveva definito, con l’art.289 bis, il

               sequestro di persona a  scopo di terrorismo o di  eversione  e con la legge 6 febbraio 1980 n.15,

               laddove era stato previsto, con l’art. 280, l’attentato per finalità terroristiche o di eversione. Si

               tratta di norme emanate in un periodo in cui le progettualità eversive del brigatismo rosso e

               del terrorismo di matrice marxista-leninista mietevano vittime fra i servitori dello Stato e fra
               tutti coloro che, a vari livelli di responsabilità, lo rappresentavano. Un fenomeno che, per

               quanto certa letteratura abbia cercato  di delinearne i collegamenti all’estero, di fatto,



               56   G. INSOLERA, Terrorismo internazionale tra diritto politico e diritto penale del nemico, in DIR. PEN. PROC., pag.
                  895; M. DONINI, Il diritto penale di fronte al “nemico”, in CASS. PEN., 2006, pag. 735; F. FASANI, Terrorismo
                  islamico e diritto penale, Milano, 2016, pag. 147.

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