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persone o cose. La strategia spontaneista delineata da Abu Mus’ab al Suri, pare destinata ad

               affermarsi, come confermano i più recenti attacchi terroristici in Germania, evidente
               dimostrazione di un modus operandi mutato dopo gli attacchi dell’estate su un treno e a un concerto,

               portate avanti da ex rifugiati interpreti di un’offensiva che ha collocato nel mirino il paese europeo da cui

               sono partiti 820 volontari […] di cui 270  sono rientrati […] accogliendo l’invito degli ideologi a

               combattere in Europa […] Il messaggio […] non è passato inosservato .
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               c.    La concorrenza fra organizzazioni quale moltiplicatore della minaccia


                     L’emergente confronto  tra l’“Islamic State”  e  “Al Qaida”  sta producendo una

               competizione per l’affermazione della  leadership, originando un’escalation  di azioni  ostili,

               volte all’affermazione della rispettiva autorevolezza. Iniziata con una divergenza di tipo

               essenzialmente ideologico, si è trasformata in vera e propria frattura operativa e costituisce
               un vettore di pericolosità ulteriore che ha aumentato il rischio complessivo di azioni

               violente. Non è un caso, infatti, che al manifestarsi delle contrapposizioni fra gruppi sia

               corrisposta una recrudescenza di attentati, alcuni di questi anche spettacolari. La serie di

               attentati  compiuti  in  Africa ai  danni  di  hotel  frequentati da  cittadini  occidentali,  ad
               esempio, ne è una chiara quanto drammatica dimostrazione che riguarda vari gruppi della

               galassia terroristica, non solo il dualismo ISIS-Al-Qaida . Gli attentati verificatisi a gennaio e
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               marzo 2016, in Burkina Faso e Mali, sono conseguenza di questo atteggiamento tenuto da
               Al Qaida  e, in particolare, delle formazioni locali di  Al  Qaida nel Maghreb Islamico  che,

               malgrado  gli iniziali inviti alla  compattezza ideologica  ed  operativa  contro l’Occidente,

               proclamati dal leader di Al Qaida, Ayman al Zawahiri, permangono un’ulteriore, distinta



               47   G. OLIMPIO, I segnali d’allarme, in CORRIERE DELLA SERA del 20 dicembre 2016, pag. 6.
               48   Gilles KEPEL, Jihad The Trail Of Political Islam, Cambridge, Belnap Press of Harvard University, 2002,
                  pp. 257-262; Andrew Lebovich, “The Hotel Attacks and Militant Realignment in the Sahara-Sahel Region,”
                  CTC Sentinel 9:1 (2016).;  International Crisis group  on working to prevent conflict worldwide,
                  Exploiting disorder: al-Qaida and the islamic State, Crisis Group special report, 14 marzo 2016, Bruxelles. Le
                  modalità con le quali intendono perseguire lo scopo differiscono notevolmente nei tempi e nei modi:
                  Al-Qaida  ha sempre cercato  di  evitare vittime  fra  i  musulmani  ritenendo  che,  oltre  a  diminuire il
                  consenso verso la  causa, avrebbe distolto l’opinione pubblica dall’obiettivo principale che è rimane
                  l’occidente. L’ISIS combatte una guerra contro le  potenze sunnite tirapiedi occidentali, i russi come infedeli
                  sostenitori di Assad e dell’Iran, le potenze occidentali e cosi via.

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