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Il cambiamento di strategia è, quindi, conseguenza dell’arretramento militare
dell’ISIS e documentato, peraltro, anche da attività investigative condotte sul territorio
nazionale. Un cambiamento motivato anche dalle centinaia di diserzioni nelle fila
dell’ISIS, un fenomeno in costante crescita. Questi ex appartenenti hanno fornito e
stanno fornendo preziosissimi elementi di informazione alle agenzie di intelligence e agli
organi di polizia europei .
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b. Dai foreign fighters ai lone wolf: il terrorismo spontaneista
La figura del combattente straniero, del foreign fighters, ha segnato l’evoluzione della
strategia terroristica sulle orme dell’antica figura del mercenario che, sotto il profilo storico,
ha origini antichissime risalenti addirittura all’antico Egitto e ha visto più recentemente
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costituire, con il terrorismo di matrice islamista, la più importante legione straniera che sia mai
esistita non solo in epoca moderna ma anche in epoca pre-moderna . Sul piano strategico, questa
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impostazione è stata gradualmente superata dall’evoluzione degli eventi bellici verificatisi
nei teatri di crisi che hanno visto soccombere, in maniera pressoché uniforme, sul piano
strettamente militare, l’ISI prima, l’ISIS e l’ISIL poi.
Tali sconfitte hanno ridimensionato le ambizioni territoriali dello Stato islamico
determinando, come si è detto, un radicale mutamento strategico, basato su
manifestazioni terroristiche di grande clamore mediatico e su un’intensa attività di
propaganda ideologica finalizzata alla formazione di lupi solitari, lone wolf, ovvero di soggetti
capaci, anche autonomamente, di colpire obiettivi selezionati, non necessariamente di
rilevanza militare o istituzionale, ma di grande valore simbolico. Si tratta, in sintesi, di una
mutazione genetica del terrorismo verso una strategia spontaneista basata sulle
38 Peter N. NEUMANN, Victims, Perpetrators, Assets: The Narratives of Islamic State Defectors, International
Center for Study of Radicalization and political violence (ICSR), Londra, King’s College, 2015.
39 Il faraone Ramesse II utilizzò dei mercenari provenienti dalla Sardegna, per combattere gli Ittiti nel
XIII a.C. , cfr. A. TETI, ISIS foreign fighters recruitment 3.0, in GNOSIS, 1/2016, pag. 169.
40 D. M. MINNITI, Ministro dell’Interno, intervento alla Conferenza “Il terrorismo di matrice confessionale”,
cit., Roma, 30 novembre 2016.
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