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andato  drammaticamente aumentando, anche in altri Paesi europei, sino al tragico

               attentato del 19 dicembre 2016, a Berlino.
                     Dai primi attacchi terroristici  sul suolo europeo, avvenuti nel marzo del 2004  a

               Madrid e,  nel luglio del 2005, a Londra,  si  era avuta chiara  percezione del fatto  che

               l’Europa  sarebbe  diventata  il  fulcro  delle  operazioni  terroristiche  islamiste.  Tale

               orientamento emerse, peraltro, nel corso delle indagini svolte dalle autorità  statunitensi
               dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 che avevano disvelato una profonda, quanto

               ramificata rete del terrore, che aveva concrete e ben definite radici in molti Paesi europei e,

               in particolare, nel Regno Unito, in Francia, Spagna, Germania, Belgio e Italia. Sono

               trascorsi  ben dieci anni dalle prime iniziative terroristiche come ha drammaticamente
               ricordato la propaganda dell’ISIS dopo l’attentato di Nizza del luglio 2016: lo Sceicco Osama

               vi ha offerto una tregua di dieci anni e voi avete deciso di rifiutarla […]. Oggi la decisione è nelle mani del

               popolo francese, l’unico capace di fermare tutto  questo . L’affermazione rende evidente la
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               sottovalutazione del fenomeno da parte delle autorità dei Paesi europei. Il numero delle
               persone partite per il teatro siro-iracheno ammonterebbe a circa 30mila, provenienti da

               oltre cento nazioni. Di questi, circa cinquemila proverrebbero dall’Europa, novecento dei

               quali dai Balcani . Le cifre sono state recentemente aggiornate nel corso della presidenza
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               olandese  dell’Unione europea dall’International  Center for Counter-Terrorism (ICCT)  che ha
               stimato l’esistenza di un numero di foreign fighters compreso fra 3.922 e 4.294, il 30% dei

               quali sarebbe rientrato nei paesi europei di residenza/provenienza. Di questi, ben 2.838

               sarebbero residenti in Francia, Belgio, Germania e Regno Unito ma il Belgio ha la più alta
               percentuale foreign fighters/residenti. Il 17% ha sesso femminile e una percentuale compresa

               fra il 6 e il 23% è composta da soggetti convertiti all’Islam .
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               26   “Inspire Guide. Nice operation, France, 2016/7/17 - 1437/10/12”, in:
                  https://azelin.files.wordpress.com/2016/07/al-qacc84_idah-in-the-arabian-peninsula-e2809cinspire-
                  guide-2-nice-operatione2809d.pdf.
               27   Presidenza del Consiglio dei Ministri, Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza, cit., pag. 30.
                  Si veda anche European Parliament, Draft report on prevention of radicalization and recruitment of European
                  citizens by terrorists organizations, 1° giugno 2015, pag. 4, in:
                  www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=//EP//NONSGML+COMPARL+PE_551.967
                  +01+DOC+ PDF+V0//EN&language=EN.
               28   B. VAN GINKEL, E. ENTENMANN, The Foreign Fighters Phenomenon in the European Union. Profiles, Threats
                  & Policies, International Center for Counter-Terrorism (ICCT), L’Aia, aprile 2016.

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