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recenti fatti di cronaca, quali l’attentato al Reina, la discoteca di Istanbul ove, la notte di
capodanno del 2017, hanno trovato la morte trentanove persone.
Gli autori sono stati identificati in un uzbeko, un iracheno, una somala, una egiziana
ed una senegalese: una vera e propria internazionale del terrore .
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L’11 settembre 2001 segna un punto di svolta fondamentale nella strategia
complessiva del jihadismo. L’attacco coordinato e preordinato ai simboli dell’occidente
costituisce l’attuazione concreta del programma ideologico avviato già nel 1988, da
Abdullah Azzam e perfezionato da Osama Bin Laden che, dopo la morte di Abdullah,
ridenominò l’organizzazione in Al-Qaida, trasformandola nella principale piattaforma
operativa per la costituzione del Califfato che avrebbe dovuto ristabilire l’ordine religioso
islamico. L’attacco alle torri gemelle segna, tuttavia, anche un punto di svolta nella strategia
di contrasto al fenomeno che, da quel momento, inizia ad essere considerato una minaccia
concreta per il mondo occidentale. Una minaccia alla quale gli Stati Uniti, insieme ad una
coalizione internazionale coagulatasi gradualmente, risposero con l’invasione
dell’Afghanistan nel 2001 e, due anni dopo, dell’Iraq. Queste decisioni hanno
condizionato l’evoluzione del terrorismo internazionale. Per comprenderne le dinamiche è
utile partire dai contenuti del Rapporto conclusivo della Commissione nazionale sugli attacchi
terroristici dell’11 settembre, disposta nel novembre 2002 dall’amministrazione Bush, per
esaminare i fatti e le circostanze intorno alle quali si verificarono gli eventi dell’11
settembre 2001. La Commissione, meglio nota come “9/11 Commission”, concluse i suoi
lavori pochi anni dopo pubblicando un rapporto nell’aprile 2005, nel quale si delinea, tra
l’altro, la futura strategia statunitense: just we did in the Cold War, we need to defend our ideals
abroad vigorously. America stand up for its values. […] If the United States does not act aggressively to
define itself in the Islamic world, the extremist will gladly do the job for us .
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Le linee di intervento suggerite dalla Commissione offrono una chiave di lettura
degli avvenimenti degli anni successivi. L’analisi individua fra le cause delle criticità che
hanno portato alla diffusione del jihadismo, la decisione di congedare la maggior parte dei
quadri delle Forze armate irachene dopo l’invasione del 2003: saranno proprio i più
11 R. GUOLO, Quell’internazionale del terrore che spaventa il mondo, in LA REPUBBLICA, ed. del 18 gennaio
2017, pag. 15.
12 The 9/11 Commission Report. Final report of the national Commission on terrorist attacks upon the United States.
Official Government edition, US Government Printing Office, Washington, 2005, pag. 377.
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