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La tendenza riguardo al ruolo peritale del medico legale rispetto a quanto
affermato nei primissimi precedenti giurisprudenziali185, è considerevolmente
variata, soprattutto per merito degli psicologi ed esperti del settore che hanno
influenzato profondamente la scelta di questo tipo di orientamento.
Secondo un iter ideale la persona dovrebbe essere in possesso sia della
valutazione dello psicologo che accerta il mobbing e l’eventuale danno da mobbing
sia della perizia medico legale che attesta il danno biologico correlato al mobbing.
Il punto d’inizio del processo valutativo medico legale non potrà che essere la
diagnosi psichiatrica, che dovrà che essere formulata, previo approfondito esame
clinico, eventualmente supportato da test psicodiagnostici, da parte di uno
psichiatra, con formazione specifica in ambito forense. Tale anamnesi e
sottoposizione a test psicodiagnostico, svolto da uno psicologo del lavoro ed uno
psichiatra sarà fondamentale per inquadrare le condizioni pregresse del soggetto al
fine di ottenere informazioni circa la sua vita lavorativa e familiare precedente e
attuale. Tra queste si dovrà in particolare:
- tener conto della personalità precedente all’evento lesivo richiedendo
dettagli riguardanti la propria famiglia, gli studi, i rapporti amicali e i
precedenti rapporti lavorativi;
- raccogliere dati sulla situazione aziendale cercando di arrivare a definire il
periodo e le condizioni del rapporto prima dell’insorgenza dei problemi;
- svolgere un’analisi del momento e del tipo di cambiamento avvenuto nelle
condizioni psichiche del soggetto correlate alla evoluzione della condizione
lavorativa;
- individuare le linee di compensazione e i meccanismi di difesa messi in atto
dopo l’evento, individuare gli interventi terapeutici (farmacologici o psico-
terapeutici) messi in atto;
- valutare la risposta alla terapia in relazione al tempo trascorso (i disturbi
psichici post-traumatici vanno spesso incontro a risoluzione nel tempo);
- descrivere lo stato attuale ed esaminare le abilità e attitudini sociali
compromesse a seguito delle vessazioni (interessi culturali, hobby, sport,
ecc.).
185 Tribunale di Torino 16 novembre 1999 e 30 dicembre 1999.
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