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Le professionalità che dovrebbero cooperare nell’ambito della diagnosi del
mobbing sono: un medico del lavoro per avere l’anamnesi lavorativa e l’analisi
dell’organizzazione del lavoro; uno psicologo del lavoro per analizzare i fattori di
rischio trasversali, in particolare sociali e psicologici; un medico psichiatra per la
determinazione della tipologia di reazione all’evento; uno psicologo clinico per
analizzare e valutare, attraverso la somministrazione di test mirati, le manifestazioni
psicopatologiche attuali e pregresse; infine, il medico legale per la valutazione
analitica della sussistenza del nesso di causalità tra le azioni in ambiente lavorativo e
la patologia e l’eventuale danno biologico.

      Le analisi svolte da questa equipe sono particolarmente critiche per varie
ragioni. Il mobbing innanzitutto non è una patologia, è una situazione. Esso non è
un problema dell’individuo, ma è un problema dell’ambiente di lavoro. Non è
depressione, ansia, insonnia, gastrite, stress, ma la spiegazione di questi disturbi: il
mobbing non è l’effetto, ma è la causa173.

      Da quanto detto possiamo dedurre che le variabili coinvolte sono molteplici e
strettamente interrelate estendendosi a tutto il sistema organizzativo aziendale,
dunque ai fini di una corretta valutazione è essenziale una conoscenza
interdisciplinare degli aspetti che lo caratterizzano, fasi e tipologie comprese.
Sarebbe, pertanto, opportuno utilizzare una diagnosi differenziale174 perché
focalizzare l’attenzione sulla sola vittima, in termini diagnostici, è alquanto riduttivo se si vuole
affrontare il mobbing secondo un’ottica preventiva. Così facendo infatti, si rischia di non risolvere il
problema di fondo poiché qualora il sistema fosse patologico e disfunzionale, risolta una specifica
situazione di mobbing, è altamente probabile che il mobbing continui a perseverare175.

      Pertanto la diagnosi deve essere affrontata su tre livelli: individuale,
interpersonale e organizzativo. In tal modo si agisce sulla causa e non sul sintomo,
potendo intervenire puntualmente su ciascun ambito.

      - Il livello individuale, si pone l’esigenza di analizzare la vittima sotto il profilo
         della personalità, per accertare la gravità e la veridicità della sua condizione
         psico-fisica e per escludere eventuali patologie di fondo. Ne sono un
         esempio i disturbi di personalità che l’APA (American Psychological

173 H. EGE, op. cit., 2002.
174 A. MIGLIONICO, Manuale di Comunicazione e Counselling, Centro Scientifico Editore, Torino, 2000.
175 I. CORRADINI, Il ruolo di prevenzione dello psicologo del lavoro nel mobbing, RELAZIONE AL

   CONVEGNO “MOBBING: COME DIFENDERSI, Roma, 2004.

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