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Occorre, pertanto, creare i presupposti per una organizzazione sana, cioè fare
in modo che proponendo attività di formazione, informazione e prevenzione si
riescano a gestire i nascenti conflitti prima che divengano conflitti mirati.
Un primo strumento è sicuramente la formazione, che risulta fondamentale
nell’azione di lotta al mobbing all’interno dell’ambiente di lavoro. La conoscenza è
importante in ogni campo, ma ancora di più quando si parla di mobbing, dato che è
un problema molto complesso; tutti dovranno conoscere cos’è il mobbing e come
riuscire a prevenirlo: risultato ultimo della formazione sarà quello di creare un
ambiente dove non ci siano “psicologi degli altri”, ma dove ognuno sarà capace di
impegnarsi ad astenersi da qualunque azione di persecuzione, maltrattamento o
mancato rispetto dei colleghi-collaboratori e dove sarà possibile percepire eventuali
situazioni di mobbing. Ege parla di cultura del litigio131 come un programma
formativo a beneficio sia delle aziende che dei lavoratori, che deve partire dall’alto
per arrivare fino all’ultimo dipendente con l’obiettivo di rendere trasparente e chiaro
il conflitto in modo da poterlo riconoscere e averne una visione obiettiva ed
imparziale. Anche se l’attuazione di tale cultura porta all’azienda benefici economici
e relazionali, essa è pressoché assente dalle aziende italiane, dove il conflitto viene
nascosto o ignorato, permettendogli di creare malumore, scontentezza ed
insicurezza e di preparare il terreno ideale per il mobbing.
Le numerose risoluzioni del Parlamento Europeo132, che seguirono quella della
Commissione Europea del 27 novembre 1991 n. 131/92/CEE sulla tutela della dignità
delle donne e degli uomini sul lavoro per istituire comitati paritetici sul fenomeno del mobbing
hanno invitato gli Stati membri a prevenire le attività mobbizzanti e le molestie
sessuali negli ambienti di lavoro. In Italia i suddetti comitati sono stati istituiti dall’
art. 6 “Comitato paritetico sul fenomeno mobbing” del CCNL, comparto dei
ministeri 2002-2005. Il testo dell’articolo prende coscienza dell’emergere del
fenomeno mobbing, se pur in tal caso riferito alle pubbliche amministrazioni, ne dà
131 H. EGE, Mobbing: conoscerlo per vincerlo, Franco Angeli, Milano 2001.
132 Parlamento Europeo: risoluzione A3-0043/94 dell’11 febbraio 1994 sulla designazione di un
consigliere delle imprese; Parlamento Europeo: risoluzione A5-0283 del 20 settembre 2001
contro la violenza e le molestie nei luoghi di lavoro; Parlamento Europeo: risoluzione A5-
0234/2004 del 6 aprile 2004 relativa al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale.
Parlamento Europeo: risoluzione del 24 febbraio 2005 sulla promozione della salute e sicurezza sul
lavoro; Parlamento Europeo: risoluzione del 15 gennaio 2008 sulla strategia comunitaria 2007-2012 per
la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro (2007/2146/INI), www.europarl.europa.eu
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