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IV Connotazioni psicopatologiche

      a. Conseguenze del mobbing
      Le azioni persecutorie perpetrate dal mobber in maniera reiterata e continuativa
per un lungo lasso di tempo comportano nella vittima una serie di conseguenze di
ordine economico, sociale e psico-fisiologico, che tra loro sono strettamente
interrelate. L’individuo subisce effetti amplificati non solo per la natura dei
comportamenti, ma anche per la frequenza e la durata degli intrighi, le vessazioni e i
fattori contestuali legati alle dinamiche di potere e alle interazioni umane che
colpiscono il soggetto nella sua interiorità, essendo il lavoro un elemento
determinante per la propria realizzazione personale. La prima reazione che scatta di
solito nella mente di chi subisce il terrorismo psicologico è l’auto-colpevolizzazione:
la vittima si chiede in che cosa, quando e dove ha sbagliato nell’attività professionale
o nei rapporti con i colleghi, cercando in se stesso, e non nell’ambiente lavorativo, la
causa di quanto sta accadendo.
      Un altro sentimento che affiora subito dopo è quello della solitudine: la vittima
pensa quasi sempre di essere l’unica al mondo a subire questo tipo di aggressioni e
non riesce neppure ad immaginare quanto il fenomeno possa essere diffuso, tale
emozione porta ad una fase di “anestesia reattiva”: la vittima diventa incapace di
reagire, resta immobile di fronte alle vessazioni crescenti, creando pian piano una
depersonalizzazione oppure conduce a una “reazione attiva”, con attacchi ostili o
aggressività verbale utilizzati come valvola di sfogo.
      Un effetto particolarmente evidente di un conflitto è l’immediato calo
dell’autostima della vittima. Questa perdita di sicurezza comporta conseguenze
diversificate, che si ripercuotono sulla salute psicofisica, sulla dignità e sulla qualità
del lavoratore, compromettendo, anche patrimonialmente, il mobbizzato per la
perdita del lavoro, volontaria o coatta, ma anche perché la vittima dovrà essere
assistita da psicologi o medici per superare i propri disturbi o patologie.
      Il primo risultato dell’azione mobbizzante è la perdita della efficienza
lavorativa e della fiducia in se stessi. È osservabile che la salute della vittima, dopo
un intervallo di tempo variabile, si alteri con manifestazioni nella sfera neuropsichica
e anche fisica, con una mancanza di energia causata da uno stress percepito per
lungo periodo. In ambito lavorativo esiste un vasto insieme di disturbi psichiatrici

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