Page 17 - Quaderno 2017-4
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f. la rivisitazione della disciplina delle informazioni, con alcune semplificazioni sul piano
   procedurale, e l’individuazione di alcuni elementi tassativi dai quali desumere l’esistenza
   di tentativi di infiltrazione mafiosa;

g. la possibilità, anche su documentata istanza del privato, di aggiornare le informazioni emesse;
h. la possibilità per l’amministrazione di procedere alla stipula del contratto o all’adozione

   dell’atto immediatamente dopo la richiesta delle informazioni al Prefetto nei casi di
   urgenza e, al di fuori di essi, dopo quarantacinque giorni dalla richiesta stessa, ferma
   testando la facoltà di recesso o di revoca a favore dell’amministrazione;
i. la previsione, in relazione alle ipotesi di cui al punto precedente, secondo la quale, in
   presenza di un sopravvenuto procedimento interdittivo del Prefetto conseguente alla
   richiesta di informazioni, l’amministrazione vanta un potere discrezionale circa la scelta
   se risolvere o meno il rapporto.

      1.1 La necessità di una nuova riforma

      Le riforme che si sono succedute nel tempo, testimoniano gli sforzi compiuti dal
legislatore per trovare un ragionevole punto di equilibrio fra i diversi interessi che
vengono coinvolti nella sequenza amministrativa finalizzata al rilascio della
documentazione antimafia. Essi possono essere immaginati come i tre vertici di un
triangolo, in cui al vertice superiore abbiamo l’interesse pubblico prevalente ad evitare che
appalti pubblici vengano realizzati da imprese in odore di mafia. Mentre ai vertici inferiori
abbiamo da un lato l’interesse pubblico delle Amministrazioni nei procedimenti
amministrativi in cui viene richiesto il rilascio delle certificazioni antimafia, e dall’altro gli
interessi dei privati a ottenere tale documentazione per poter partecipare alla gara a
evidenza pubblica.

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