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lo scopo di ridurre gli organici per contenere i costi del personale attraverso azioni
mobbizzanti. Harald Ege definì il bossing come una forma peculiare di molestia psicologica
che indica le azioni compiute dalla direzione o dall’amministrazione del personale, e che assume i
contorni di una vera e propria strategia aziendale volta alla riduzione del personale, oppure alla
semplice eliminazione di una persona indesiderata37.

      Si può notare come nel bossing l’attore principale è l’amministrazione
dell’impresa che compie azioni vessatorie secondo una strategia aziendale di
riduzione, ringiovanimento o razionalizzazione del personale; nel mobbing verticale
si tratta genericamente di azioni persecutorie attuate da persone posizionate su livelli
gerarchici differenti.

      Il bullying, letteralmente “tiranneggiare”, indica i comportamenti vessatori messi
in atto da un singolo capo per svariate motivazioni: idee politiche contrapposte,
timore di veder minacciata la sua immagine sociale, differenza di età, antipatia
personale, invidia o raccomandazioni38. Il bullying comprende un intento
persecutorio più generico e non viene esercitato solo sul posto di lavoro, ma
specialmente riguardo a situazioni scolastiche o a gruppi di pari.

      Una categoria di mobbing verticale non inconsueto, anche se particolare per le
sue caratteristiche, è il cosiddetto mobbing dal basso, o ascendente, che si verifica
quando l’autorità di un capo viene messa in discussione dai sottoposti in una sorta di
‘ammutinamento professionale’ generalizzato. Nelle situazioni di mobbing dal basso
i mobber sono solitamente più di uno, a volte anche tutti gli operai o i colleghi di un
certo reparto, che attuano una vera e propria ‘insurrezione’ contro il capo che non
accettano. La vittima si trova quindi quanto mai isolata. La peculiarità riguarda il
soggetto che, nonostante abbia maggior potere ed autorità, viene comunque colpito
da azione vessatorie da parte dei propri subordinati con l’obiettivo di esautorarlo. I
dipendenti attaccano il bersaglio in vari modi: non eseguendo più i suoi ordini,
mettendo in giro maldicenze sul suo conto e rivolgendosi ad altri per avere le
direttive da eseguire. Ovviamente, data la presenza di più mobbers lavoratori è più
probabile che la vittima abbia immediatamente dei cedimenti e si arrenda agli
aggressori.

37 H. EGE, HARALD, The Role of Time in Mobbing Behavior on Workpace: an Italian Investigation, 2000.
38 A. ASCENZI, G. L. BREGAGLIO, Il mobbing. Il marketing sociale come strumento per combatterlo,

   Giappichelli, Torino 2000.

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