Page 78 - Quaderno 2017-12
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del testimone. Chi intervista deve partire dal presupposto che ogni  minore ha specifiche

               caratteristiche ed esigenze che sono uniche e che appartengono solo a lui, dovrà essere
               perciò molto accorto nel tarare le singole tecniche di intervista adattandole al caso concreto,

               pur muovendosi all’interno della cornice di riferimento delineata da tre aree principali: creare

               un buon rapporto con il testimone per tranquillizzarlo e  metterlo a  proprio agio; iniziare

               l’intervista con il racconto libero; formulare prima domande aperte e successivamente chiuse,
               evitando assolutamente quelle tendenziose. Attraverso il rispetto di  queste  generali linee

               guida, si riescono a conseguire i seguenti obbiettivi, che si pongono le interviste che stiamo

               analizzando, avendo sempre come punto di riferimento la tutela del testimone: diminuire

               l’effetto traumatico dell’intervista, ottenere il massimo delle informazioni possibili, ridurre gli
               effetti di contaminazione  dell’intervista  sul ricordo, e garantire l’integrità  del  processo

               investigativo.

                     Chi interroga il minore ha un potere enorme nel guidarne la testimonianza, sia nel caso
               in cui il minore è solo testimone, sia quando questi è anche vittima. Sentire un minore in

               maniera non suggestiva non è un compito facile. È evidente che in questo contesto saper

               interrogare  il  minore  secondo  modalità  corrette diventa di  un’importanza cruciale  per

               garantire la fondatezza delle informazioni raccolte.

                     Anche i bambini molto piccoli sono capaci di ricordi accurati, benché poveri, ma ciò
               richiede che il loro racconto sia spontaneo, stimolato solo con domande aperte che lascino

               totale libertà di risposta. I bambini, comunque, sono testimoni meno attendibili rispetto agli

               adulti, poiché sono più facilmente soggetti a suggerimenti e suggestioni, soprattutto quando
               provengono da persone adulte.

                     La possibilità che la testimonianza non rappresenti un resoconto accurato di quanto

               accaduto è sempre presente, e costituisce un problema particolarmente importante nel caso

               di bambini che sono gli unici testimoni di situazioni di abuso perpetrate su di essi. Per questo
               motivo nei tribunali tedeschi è stato introdotto un metodo che permetterebbe di valutare la

               veridicità di una  testimonianza in modo attendibile. Si tratta di un  metodo di analisi del

               contenuto  di  affermazioni  verbali  chiamato  Statement  Validity  Analysis  (S.V.A.  -  appunto

               analisi di validità delle affermazioni), sviluppato verso la metà del secolo scorso da
               Undeutsch , che potrebbe ridurre le probabilità di errore attraverso metodi specifici nella
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               conduzione dell’interrogatorio e nell’analisi del contenuto della deposizione.



               52   Udo Undeutsch (Weimar 22 dicembre 1917 - Colonia 16 febbraio 2013) è stato uno psicologo tedesco,
                  grandissimo esperto di psicologia forense.

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