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del testimone. Chi intervista deve partire dal presupposto che ogni minore ha specifiche
caratteristiche ed esigenze che sono uniche e che appartengono solo a lui, dovrà essere
perciò molto accorto nel tarare le singole tecniche di intervista adattandole al caso concreto,
pur muovendosi all’interno della cornice di riferimento delineata da tre aree principali: creare
un buon rapporto con il testimone per tranquillizzarlo e metterlo a proprio agio; iniziare
l’intervista con il racconto libero; formulare prima domande aperte e successivamente chiuse,
evitando assolutamente quelle tendenziose. Attraverso il rispetto di queste generali linee
guida, si riescono a conseguire i seguenti obbiettivi, che si pongono le interviste che stiamo
analizzando, avendo sempre come punto di riferimento la tutela del testimone: diminuire
l’effetto traumatico dell’intervista, ottenere il massimo delle informazioni possibili, ridurre gli
effetti di contaminazione dell’intervista sul ricordo, e garantire l’integrità del processo
investigativo.
Chi interroga il minore ha un potere enorme nel guidarne la testimonianza, sia nel caso
in cui il minore è solo testimone, sia quando questi è anche vittima. Sentire un minore in
maniera non suggestiva non è un compito facile. È evidente che in questo contesto saper
interrogare il minore secondo modalità corrette diventa di un’importanza cruciale per
garantire la fondatezza delle informazioni raccolte.
Anche i bambini molto piccoli sono capaci di ricordi accurati, benché poveri, ma ciò
richiede che il loro racconto sia spontaneo, stimolato solo con domande aperte che lascino
totale libertà di risposta. I bambini, comunque, sono testimoni meno attendibili rispetto agli
adulti, poiché sono più facilmente soggetti a suggerimenti e suggestioni, soprattutto quando
provengono da persone adulte.
La possibilità che la testimonianza non rappresenti un resoconto accurato di quanto
accaduto è sempre presente, e costituisce un problema particolarmente importante nel caso
di bambini che sono gli unici testimoni di situazioni di abuso perpetrate su di essi. Per questo
motivo nei tribunali tedeschi è stato introdotto un metodo che permetterebbe di valutare la
veridicità di una testimonianza in modo attendibile. Si tratta di un metodo di analisi del
contenuto di affermazioni verbali chiamato Statement Validity Analysis (S.V.A. - appunto
analisi di validità delle affermazioni), sviluppato verso la metà del secolo scorso da
Undeutsch , che potrebbe ridurre le probabilità di errore attraverso metodi specifici nella
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conduzione dell’interrogatorio e nell’analisi del contenuto della deposizione.
52 Udo Undeutsch (Weimar 22 dicembre 1917 - Colonia 16 febbraio 2013) è stato uno psicologo tedesco,
grandissimo esperto di psicologia forense.
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