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sempre quelle più attendibili poiché non inquinate. La stessa sentenza, inoltre, ribadendo la
differenza di funzionamento dei meccanismi della memoria tra adulti e bambini, afferma che
mentre i primi «raccontano ricordando», i secondi «ricordano raccontando».
Abbiamo visto che un aspetto importantissimo relativo alla valenza processuale della
testimonianza è la valutazione delle dichiarazioni e del testimone che le rende. Nella
valutazione del minore un problema cruciale è quello relativo all’assetto intellettivo del
soggetto. Non si ha negli ambienti scientifici un’unica ed universalmente riconosciuta
definizione di intelligenza. Una delle più accreditate è quella che la delinea come una capacità
molto generale che implica, tra le altre cose, l’abilità di ragionare, di pianificare, di risolvere
problemi, di pensare in maniera astratta, di comprendere idee complesse, di apprendere
rapidamente e di imparare dall’esperienza. Essa riflette una profonda ed ampia capacità di
comprendere ciò che ci circonda, di afferrare le cose, di dare loro un senso e di immaginare cosa va
fatto. Più concisamente, potremmo quindi definire l’intelligenza come la capacità
dell’individuo di pensare razionalmente, di agire per ottenere uno scopo, di adattarsi alle
circostanze e di imparare dalle esperienze.
Il problema di giudicare la veridicità dei racconti riferiti dai bambini è tanto più urgente
quanto più il bambino si trova in un fascia di età altamente influenzabile. Con il termine
bambini si fa riferimento ad una fascia di età compresa fra i due-tre anni fino agli undici anni,
durante la quale il minore è naturalmente disposto a modificare l’insieme dei dati della realtà
percettiva pur di garantirsi la vicinanza della figura genitoriale o adulta con cui comunque in
quel frangente si interfaccia. Oltre a questo aspetto relazionale è necessario tenere in
considerazione fattori cognitivi che intervengono nel processo di elaborazione dei ricordi. Al
di sotto dei dodici anni le capacità mnemoniche dei minori sono più deboli di quelle degli
adulti. Questo non dipende solo dallo sviluppo ancora in corso di funzioni meta-cognitive,
ma anche dall’intrusione di variabili come informazioni post-evento o contestuali, che
possono minare l’attendibilità del minore. Ne consegue che è impensabile affidarsi in
maniera acritica alle parole del minore.
2. L’assunzione di informazioni dal minore
Attraverso l’utilizzo alternativo e combinato delle varie tecniche di intervista viste in
precedenza, è possibile ottenere un resoconto testimoniale attendibile a prescindere dall’età
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