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CAPITOLO 1 – IL RICICLAGGIO COME PRESENTAZIONE LECITA DI PROVENTI ILLECITI 6

antiriciclaggio. Più nello specifico, tale collaborazione può essere passiva, se finaliz-
zata a garantire la conoscenza approfondita della clientela e a prescrivere la conser-
vazione dei documenti relativi alle transazioni effettuate, o attiva, se volta all’indi-
viduazione e segnalazione delle operazioni sospette di riciclaggio.

1.3. Gli attuali adempimenti antiriciclaggio nella normativa nazionale

L’adeguata verifica della clientela è l’aspetto più importante per l’azione preventiva
di contrasto al riciclaggio, e consiste nell’identificazione del cliente e nella verifica
dei dati acquisiti. Tali operazioni sono previste, come abbiamo già detto, anche nei
confronti del beneficiario sostanziale, quale titolare effettivo, quando il cliente è una
persona giuridica o effettua un’operazione per conto di altri soggetti. Altri adempi-
menti riguardano la raccolta delle informazioni sullo scopo e sulla natura del rap-
porto posto in essere dal cliente e il controllo continuo nel corso del rapporto stesso.
Un altro importante adempimento è la registrazione dei rapporti e delle operazioni
rilevanti nel cd. AUI, Archivio Unico Informatico8, attraverso il quale è possibile ren-
dere disponibili a tutto il sistema antiriciclaggio le informazioni in modo strutturato
e secondo standard tecnici omogenei per tutti gli operatori. Un terzo fondamentale
adempimento riguarda la segnalazione, all’UIF, delle operazioni sospette di riciclag-
gio. L’operazione sospetta è un’attività che per caratteristiche, entità, natura o qual-
sivoglia altra circostanza induca l’operatore in banca a sapere, sospettare o avere
motivo ragionevole per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o

8 Istituito all’art. 37 d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231.
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