Page 150 - Quaderno 2017-1
P. 150

CAPITOLO 4 – LICEITA’ DELLE ATTIVITA’ ECONOMICHE DA CUI DERIVA L’EVASIONE 138

non di un reato. Quindi, nel caso in cui si faccia il carrozziere evadendo le imposte,
il reato sarebbe quello di evasione fiscale e non di carrozziere; se si è fatto, invece,
il rapinatore, allora avremo dinanzi il profitto di un reato. I soldi ottenuti con l’atti-
vità di carrozziere sono soldi comunque sudati, senza aver rubato a nessuno. È pur
vero che si ruba quando si evade, ma non si deve restituire nulla ad alcuno, a diffe-
renza di quanto avviene per un rapinatore. Sarebbe da chiedersi chi siano le reali
vittime di una evasione. Quello che si vuole far notare è che, in questo caso, non si
vuole mascherare un evento come quello della rapina o del sequestro, quanto caso-
mai una più semplice evasione. Se, in un paese dove le tasse non esistono, si com-
mette una rapina o un furto, problemi ve ne sono comunque, mentre se, nel mede-
simo paese, si fa l’idraulico, non sussistono problemi di sorta. L’obiettivo dell’eva-
sore non consiste quindi nel ripararsi dalla considerazione sociale, perché non ha
nulla da lavare nel fatto in sé e non si deve vergognare di nulla, potendo dire anzi a
testa alta che ha fatto il carrozziere e volendo semmai più semplicemente sottrarsi
alle indagini dell’Agenzia delle Entrate. Qui l’apparenza lecita, che rappresenta un
obiettivo da raggiungere per chi commetta un reato come la rapina o la corruzione,
è già presente.

4.9. Segue: la responsabilità dei giuristi nel complicato rapporto tra riciclaggio, au-
toriciclaggio ed evasione

La ratio del riciclaggio, a detta della norma, è quella di impedire che un’apparte-
nenza illecita venga fatta figurare come lecita. È vero che per qualsiasi reato si può
ricevere un aiuto, così come anche sui reati tributari, ma non ha senso ipotizzare che
   145   146   147   148   149   150   151   152   153   154   155