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CAPITOLO 4 – LICEITA’ DELLE ATTIVITA’ ECONOMICHE DA CUI DERIVA L’EVASIONE 133
enti nelle ipotesi di responsabilità amministrativa da reato ex d.lgs. 231/2001. Ed
infatti, a fronte di un’ipotesi di evasione fiscale penalmente rilevante ai sensi del
d.Lgs. 74/2000, l’eventuale impiego di disponibilità finanziarie nell’attività d’im-
presa, in difetto della prova della provenienza illecita delle stesse, finirebbe sempre
per assumere rilevanza penale per equivalente. Le perplessità appena sollevate ri-
sultano comunque sufficienti per indurci a ricercare il giusto equilibrio tra la neces-
sità indiscussa di tutelare l’Erario, il sistema economico e la concorrenza, tutti beni
evidentemente minacciati dal fenomeno dell’autoriciclaggio, e quella altrettanto ri-
levante di preservare i principi fondamentali del diritto penale, tra cui il ne bis in
idem sostanziale, il nemo tenetur se detegere e la presunzione di innocenza.
4.7. L’illusione di poter affrontare la determinazione dei tributi in chiave penali-
stica
Risulta tutto sommato difficile, a prima vista, escludere i reati tributari dalla catego-
ria dei reati presupposto delle condotte di riciclaggio e autoriciclaggio. A maggior
ragione, se teniamo conto del fatto che non solo nel 200914, con un orientamento
poi confermato anche successivamente15, la Cassazione ha affermato e ribadito la
possibilità che un reato fiscale commesso all’estero potesse costituire quel delitto
non colposo alla base dei reati di cui ci occupiamo, ma anche che la stessa ha fatto
poi rientrare tra le condotte di riciclaggio l’atto del versamento su conto corrente
h14ttCpa:/s/sw. wPewn..f,abSieozc.iaIIn,i.2it3. dicembre 2009, n. 49427, in Bollettino tributario, edizioni online. Disponibile su
15 Cass. Pen., sez. II, 9 ottobre 2012, n. 42120, in Altalex. Disponibile su http://www.altalex.com.

