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CAPITOLO 3 – LE CONSEGUENZE DELLA CONFUSIONE  115

tassazione per condono non può funzionare, perché i contribuenti semplicemente
mangiano la foglia, non essendo più disposti a pagare per mettersi al riparo da un
controllo che vedono sempre meno probabile. Risulta evidente, in sostanza, come i
ricorrenti condoni cannibalizzino sé stessi, vanificando l’effetto dissuasivo dei con-
trolli, e incoraggiando per il futuro la mancata registrazione fiscale della ricchezza.
Perché i condoni sono il riflesso, non la causa, del disorientamento collettivo in ma-
teria di determinazione tributaristica della ricchezza.

3.17. La voluntary disclosure, pur diversa dai precedenti condoni, comunque frutto
del caos in materia fiscale

Invece la voluntary disclosure, introdotta in combinato con il neonato art. 648-ter.1
c.p., ha avuto sicuramente uno spettro di applicazione più ampio, perché di fatto
slegato, o meglio ulteriore, rispetto alla disciplina del monitoraggio fiscale, tanto è
vero che sono stati ammessi alla sanatoria anche i soggetti Ires e i contribuenti ita-
liani che avessero commesso violazioni puramente domestiche67. Mentre il costo
dello scudo fiscale era paradossalmente più alto per chi aveva meno peccati da farsi
perdonare, essendo invece molto attraente per gli evasori veri e propri, con la vo-
luntary il discorso è stato inverso, seguendo un’impostazione analitica, sulla base
dell'esempio degli Stati Uniti e degli altri Paesi che hanno adottato simili provvedi-
menti. Il contribuente, infatti, ha dovuto ricostruire ogni operazione sottratta a tas-
sazione negli anni ancora soggetti ad accertamento da parte dell'Amministrazione e

67 Art. 5-quater d.l. 28 giugno 1990, n. 167, inserito dalla l. 15 dicembre 2014, n. 186.
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