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CAPITOLO 3 – LE CONSEGUENZE DELLA CONFUSIONE  112

sanzioni a prima vista fortissime. Si tratta pur sempre, tuttavia, di un sistema che
non permette in alcun modo al Fisco di investigare all’estero, se non con richieste
nominative ai diversi paesi, e quindi con modalità che renderebbero tale attività so-
stanzialmente impraticabile su larga scala63. Siamo invece in un’era nella quale la
ricchezza non registrata nasce direttamente all’estero, mentre l’idea delle auto che
vanno in Svizzera col bagagliaio pieno di contanti altro non è oramai che un retaggio
del passato.

3.16. Il continuo ricorso ai condoni come ulteriore risultato della confusione in
tema di determinazione della ricchezza

È tuttavia proprio su questo concetto che sono nati i vari scudi fiscali, cui era stata
aggiunta una sanatoria eccessivamente vantaggiosa dell’eventuale capitale che
fosse stato posto in piedi a partire da ricchezza non registrata e derivandosi, per chi
avesse costituito i capitali esteri in evasione d’imposta, ancora accertabile, un’occa-
sione troppo conveniente di condono fiscale64. La trascuratezza per la spiegazione
amministrativistico-economica dei tributi è oggettivamente l’anticamera dei con-
doni, che riflettono il consueto disorientamento collettivo sulla determinazione
della ricchezza ai fini tributari. E’ stato questo a provocare i condoni, e non viceversa.
Invece di criticarli con le solite riflessioni estemporanee alla portata di tutti, gli stu-
diosi avrebbero dovuto capirne le cause remote sul piano della determinazione della

63 R. Lupi, Compendio, cit., p. 64.
64 R. Lupi, Diritto Amministrativo, cit., p. 171 e Compendio, cit., p. 64 e v. Giovanna Ricoveri, Scudo fiscale: lo
strano caso di un’emersione a volto coperto, <<il Fatto Quotidiano>>, 16 novembre 2013.
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