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PAGINE DI STORIA
vita terrena. Credo di averlo detto, credo che abbia compreso davo quella luce che felice, viva, pareva irridere alla di-
anch’essa che i nostri destini devono essere uniti insieme. sperazione dell’uomo innamorato. Fu la mamma di Vito
Si faceva tardi, la sera calava. La stanza silenziosa, semi a scuotermi da quello stato di annichilimento. Entrò e mi
buia, era soltanto abitata da noi, due anime innamorate. chiese:‘Come va?’. ‘Meglio’, risposi io. In verità non sentivo
Era tardi e doveva lasciarmi. Non avrebbe voluto, gli si più quel dolore conosciuto. Vi era dentro me il dolore occulto
leggeva nei suoi due grandi occhi. Si piegò su di me e mise della separazione”.
le sue labbra sulle mie febbricitanti. Si girò su se stessa, ar- Nei giorni successivi alla cattura, poi, dal taccuino si
rivò alla porta, si voltò indietro per guardarmi e sparì con può notare che nonostante il mondo sembrava essergli
un cenno delle mani. crollato addosso, il Carabiniere Livio Ferrari rimase
Tutto rimase vuoto, con un pauroso silenzio. Ebbi l’im- fermamente convinto della sua scelta, accompagnato
pressione di essere caduto in un baratro buio, dal quale sempre da una flebile fiamma di poter riuscire a tornare
mai più avrei potuto risalire. Non ricordo come la salutai. a casa e rivedere i suoi cari.
La donna che sembrò mi avesse condotto al Paradiso. Mi Nel tempo matura anche un intenso sentimento di ven-
trovai in quella stanza al pian terreno, sdraiato, disperato, detta nei confronti dei propri carcerieri, la cui violenza
come mi fosse morta, e non la potessi rivedere. gratuita non è in alcun modo giustificabile: “L'Italia se-
Avevo gli occhi fissi sulla lampada, accesa allora, e guar- gnava anche costì il suo tragico cammino e spargeva nel
NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 5 ANNO X 11

