Page 9 - Notiziario 2025-5
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PAGINE DI STORIA









            aumentava continuamente. Nevicò tre giorni consecutivi.
            Il pane non arrivava su quel monte sperduto che si chia-            Le pessime
            mava “Trascatica”. Il terribile e tomba degli italiani di
            distribuito solo surrogato e un mescolo di acqua calda, che condizioni igieniche,
            “Maskatizza”, così in italiano. Per cinque giorni ci venne

            c'era cotto il frumento dentro. Dentro gli ammalati au-
            mentarono, le medicine mancavano, i nostri fisici si inde-  lo scarso nutrimento,
            bolivano. La nostra fame aumentava e ogni cosa grave si
            commetteva. Un carabiniere era grave. Io, Bruno e un fi-     i bombardamenti
            nan.re lo portammo dai due dottori. La cosa era grave.
            […] I tedeschi non volevano che fosse portato in infermeria,
            ma il dottore italiano lo fece portare lo stesso. Ci andammo  alleati sulle industrie
            in tre, era tutto coperto e non v'era stato fatto strada. Do-
            vevamo salire e salire in alto ancora. Uno per volta ce lo     e la durezza dei
            mettevamo sulle spalle per portarlo, poi col peso si sfondava
            e gli altri due dovevano correre in aiuto per sollevarci.
            Egli scottava dalla febbre, era in delirio. Il vento soffiava  lavori obbligatori
            sempre forte, la neve cadeva portata dal vento che in vari
            punti la mucchiava in alte montagne. Anche a noi tre ci  mieterono numerose
            prese un forte freddo ma con sforzi sovrumani riuscimmo
            a portarlo alla baracca dell'infermeria. Tornammo dentro     vittime tra i nostri
            che eravamo bagnati e intirizziti dal freddo. Non c'era
            fuoco per asciugarci ed era proibito di farne. L'acqua si
            asciugò addosso.                                            connazionali, la cui
                   La fame aumentava. Pane non ne davano e bisognava
            decidersi a vendere qualche cosa. I bulgari ne approfittano      stima si aggira
            sempre più. Dopo cinque giorni cessò il nevicare. Gli sbirri
            tedeschi entrarono nella baracca, erano in tanti e tutti ar-
            mati. Molti erano scalzi ed ammalati e non potevano uscire.      tra le 37 mila e
            Essi invece fecero uscire tutti a colpi di fucile e bastonate.
            Seminarono il terrore fra di noi e così mal vestiti e amma-    le 50 mila unità.
            lati, tutti senza destinazione di sorta, si dovette andare a
            spalare la neve. Il freddo era potente”.
            Non manca però la speranza: attraverso le varie peripezie           Questa è la
            lui e suoi commilitoni riuscirono fortunatamente a tro-
            vare ospitalità e rifugio presso famiglie greche, ben con-  situazione che visse
            sce di quello che sarebbe potuto accadere qualora fossero
            stati trovati: “[L’alloggio] si configurava di quattro stanze:  anche il Carabiniere
            un salotto, sala da pranzo e cucina e gabinetto, una ter-
            razzina con un ricco balcone. Purtroppo di quest'ultima
            non potevo servirmene, a fianco avevo il palazzo del Co-            Livio Ferrari
            mando della Marina Tedesca, ed ogni imprudenza sarebbe



                                                                       NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 5 ANNO X  9
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