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PAGINE DI STORIA







                      arresto, fermo o altro?
            Veniamo ora ad una delle questioni centrali. Si trattò
            di un arresto, di un fermo o di qualcos’altro? L’opera-
            zione,  infatti,  è  passata  alla  storia  come “l’arresto  di
            Mussolini”.  L’articolo  26  dello  Statuto  Albertino,  la
            Costituzione dell’epoca, prevedeva che “La libertà indi-
            viduale è guarentita. Niuno può essere arrestato, o tradotto
            in giudizio, se non nei casi previsti dalla legge, e nelle
            forme ch’essa prescrive”. E dunque, l’arresto o il fermo
            sono istituti giuridici normati dal codice di procedura
            penale di allora, come da quello di oggi, e possono essere
            eseguiti di iniziativa o in ragione di un ordine proma-
            nante dall’autorità giudiziaria. Da tale azione deve di-
            scendere il compimento di alcune attività di rito, eseguite
            alla presenza o meno dell’autorità giudiziaria. Il 25 lu-
            glio, tuttavia, l’ordine giunse da un’autorità diversa e, di
            conseguenza,  non  venne  redatto  alcun  verbale,  non
            venne formulato alcun capo d’accusa e Mussolini non
            venne tradotto in nessun carcere. Per cui, in senso tec-
            nico, non si trattò di un arresto (se non di fatto), men
            che meno di un fermo (inteso di polizia giudiziaria). Si
            trattò, in realtà, di un colpo di stato e sul punto è concorde        IL GENERALE VITTORIO AMBROSIO
            la pressoché totalità degli storici e, prima ancora, se ne
            resero conto gli stessi protagonisti di quella drammatica
            stagione che non ebbero alcuna reticenza già all’epoca
            ad affermare ciò. Per rimanere solo nell’ambito del pre-  Dal suo punto di vista egli aveva esercitato le sue pre-
            sente lavoro, ne danno conto Cerica nelle note caratte-  rogative, sebbene Mussolini, contrariamente a quanto
            ristiche di Vigneri, l’Alto Commissario aggiunto per    annunciato  dal  proclama  radiofonico  delle  22,45  del
            l’epurazione, Dottor Scoccimarro, nella sua relazione, il  25  luglio,  mai  formalizzò  alcun  atto  di  dimissioni.
            Generale Caruso e l’avvocato Zamboni nei loro scritti.  Quantunque abbia sempre rifiutato l’idea di passare per
            Certo, si trattò di un colpo di stato non violento, come  l’artefice di un colpo di stato, il Sovrano deve averne
            lo ha definito lo storico Lucio Villari (“L’Unità” - di-  avuto  piena  consapevolezza  se,  come  asserisce  Paolo
            cembre 1997), indubbiamente atipico, che non portò      Monelli  in  Roma 1943,  partita  l’ambulanza  da Villa
            ad una traumatica modifica dell’ordinamento dei pub-     Savoia, passeggiando a lungo nel giardino egli parlò al-
            blici poteri (almeno inizialmente; solo in seguito ven-  l’ufficiale di servizio (Tito Torella – ndA) del significato
            nero ripristinate le Istituzioni che il fascismo aveva sop-  del  voto  del  Gran  Consiglio,  affermando  a  un  certo
            presso ed abolite le leggi che sopprimevano libertà e   punto «questo è il mio 18 brumaio» riferendosi al colpo
            diritti civili) né ad un mutamento dell’ordinamento co-  di stato di Napoleone Bonaparte avvenuto il 9 novembre
            stituzionale in vigore. Il Re revocò il mandato ad un   1799 con cui si pose fine al governo del Direttorio.
            Capo del Governo, sfiduciato non dalle Camere (che       Sulla volontà del Re di procedere all’arresto del duce si
            avrebbe potuto convocare solo il duce) bensì dal Gran   è molto dibattuto. Premesso che questo epilogo non fu
            Consiglio, pur sempre all’epoca organo costituzionale   nemmeno lontanamente immaginato dai 19 gerarchi
            istituito per legge, per conferirlo ad un altro soggetto.  che sfiduciarono Mussolini nella seduta del Gran Con-



                                                                     NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 1 ANNO IX  15
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