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CARABINIERI DA RICORDARE



                                                                             Il Mairo cadde


                                                                               eroicamente



                                                                          nella regione del
             da BUenos aires a massafra (1900 – 1918)

            Antonio Mairo nacque a Buenos Aires, la bellissima
            Capitale federale dell’Argentina, il 13 giugno del 1900,      Beghemeder nel
            figlio di Giuseppe, un abile barbiere, e di Rachele Ca-
            stiglia, casalinga, entrambi originari di Massafra, in pro-  settembre del 1937,
            vincia di Taranto. Purtroppo non disponiamo di ulteriori
            notizie riguardo alla composizione e allo stato della fa-
            miglia d’origine del nostro protagonista.               in un contesto storico
            I Mairo, come è facile intuire, appartenevano alla lunga
            schiera di italiani che erano emigrati nell’ospitale Ar-       nel quale l’Arma
            gentina a cavallo fra Ottocento e Novecento, trovando
            in Buenos Aires un livello di vita molto più decoroso                  si trovava
            rispetto alla madrepatria italiana, soprattutto riguardo
            al Mezzogiorno. Antonio visse in Argentina pratica-
            mente sino ai diciotto anni, seguendo il padre nella           impegnata nelle
            sua professione di barbiere, ovviamente dopo aver as-
            solto agli obblighi scolastici presso le scuole italiane      c.d. “operazioni di
            da anni attive nella stessa Capitale federale. E tale pro-
            fessione egli avrebbe svolto anche negli anni seguenti,
            qualora  non  fosse  scoppiata  quella  maledettissima       Polizia Coloniale”,
            guerra mondiale, che ancora oggi, in tutto il mondo,
            viene  definita  per  convenzione  o  per  abitudine           a contrasto della
            “Grande”,  pur  avendo  sconquassato  la  vita  di  intere
            generazioni,  procurando  milioni  di  vittime.  Antonio
            fu,  infatti,  uno  dei  tantissimi  giovani  italo-argentini  guerriglia ribelle
            per i quali “scattò” l’obbligo di ritornare in Italia a causa
            della mobilitazione militare. Era, infatti, il 9 settembre
            del 1918 quando il giovane, iscritto sin dalla nascita  rimanere dov’erano, pur di scansarsi il fronte. Dall’esito
            nei “Registri di Leva” del Comune di Massafra, dovette  della visita medica, che il giovane sostenne nella me-
            presentarsi presso il Regio Distretto Militare di Taranto,  desima  giornata,  apprendiamo  che  Antonio  era  alto
            onde sostenervi la tradizionale visita per l’arruolamento  1,65 m., misurava un torace di 81 centimetri, aveva ca-
            nel servizio militare obbligatorio. Non abbiamo idea    pelli e occhi neri e un colorito roseo. Al termine della
            di come avesse fatto a  varcare l’oceano, ma sta di fatto  ricognizione sanitaria, il nostro Antonio fu arruolato
            che – come conferma il suo “ruolo matricolare” ottenuto  e, di conseguenza, destinato a un reparto combattente,
            dall’Archivio di Stato di Lecce – il giovane italo-ar-  visto che il Paese si trovava ancora impegnato in guerra.
            gentino si presentò «spontaneamente», quindi senza al-  In attesa della chiamata definitiva, Antonio fu rispedito
            cuna forma di costrizione (ingiunzione dei Carabinieri  a Massafra, ove la locale Stazione dei Carabinieri Reali
            o minaccia di denunzia ai Tribunali Militari), come,    ben presto gli avrebbe comunicato il reparto di asse-
            invece, accadde a molti altri giovani che preferirono   gnazione e, soprattutto, la sede da raggiungere.



            62 NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 4 ANNO VII
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