Page 52 - Forestale N. 84 gennaio - febbraio 2015
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          La spina bianca custode del Graal         Come lo posso riconoscere. È un albero di piccola taglia,

          Tutte le piante appartenenti alla famiglia delle rosacee hanno  con eleganti foglie dal bordo inciso e fiorellini bianchi, a 5
          un importante ruolo ecologico nel bosco: rappresentano una  petali, tipici delle rosacee,  portati in infiorescenze erette.
          fonte primaria di cibo per moltissimi animali, principalmente  Il segno distintivo che lo differenzia da altre specie dello
          uccelli che, dalla tarda estate all'autunno, fino all'inverno  stesso genere è la presenza, nel fiore ermafrodito, di un
          inoltrato, trovano un decisivo sostentamento nei frutti di que-  organo femminile composto da un solo carpello e da un solo
          sta  famiglia  di  piante.  Per  questo  motivo  anche  il  stilo. Da qui l'epiteto scientifico di mono (uno) - gyna (fem-
          biancospino (Crataegus monogyna) è sempre stato  mina). I frutti sono le brocche di Pascoliana memoria.
          ben conosciuto e rispettato dagli uomini, princi-  In realtà sono dei pomi, come le mele e le pere,
          palmente dai cacciatori che, anche quando la       vale a dire dei falsi frutti la cui polpa edule non
          necessità  li  spingeva  a  lavorare  come          deriva dall'ovario ingrossato, bensì dal ricet-
          boscaioli o carbonai, ben si guardavano dal          tacolo del fiore. I rami grigi portano acute
          tagliarlo anzi, lo curavano quasi con reli-          spine legnose.
          giosa devozione, perpetuando gesti e riti            Cosa ci posso fare. Con il biancospino, si
          antichi di millenni.                                 dice, si potrebbe scacciare l'ansia e l'ango-
          Oggi quel culto, quella cultura e quella cura       scia di vivere, in ogni caso i fiori e frutti fanno
          colturale, che derivano dall'antico còlere dei     bene al cuore e alla circolazione. Questi ultimi
          latini, sono un ricordo che si allontana sempre   possono essere mangiati dopo averli fatti ade-
          più dalla memoria di chi, seppur in tenera età, ha  guatamente maturare, o possono essere usati per
          avuto la fortuna di assistervi. Non esitiamo quindi a ricono-  marmellate.  A  questo  scopo  sarebbe  da  preferire  il
          scere  e  difendere  questa,  seppur  comune,  specie  Crataegus azarolus, una specie alloctona e domestica che
          dall'insensibilità di chi taglia il bosco ai nostri giorni.  ha frutti più grandi.
          Dove lo posso trovare. Il biancospino cresce bene negli  Il legno è bello e forte, come dice il nome stesso (kratos,
          incolti, ai margini del bosco, nelle radure e sotto le chiome  forza), ottimo per il tornio e per fare bastoni, come quello che
          delle specie generose di luce al sottobosco, come le querce  piantò in terra inglese Giuseppe d'Arimatea, che mise radi-
          e i pini. Vegeta su suoli  calcarei ed argillosi, evitando la con-  ci,  e  che  da  allora  fiorisce  due  volte  l'anno  sulle  rovine
          correnza con specie più esigenti, e lo si incontra dal piano  dell'Abbazia di Glastonbury, in Inghilterra.
          basale fino al montano.                                               Cristiano Manni



          il passero delle nevi                     vertici alari ed il bruno del dorso. Lo stupendo piumaggio
          Quando  l'inverno  imperversa  sulle  alte  vette  alpine  ed  dei fringuelli alpini si può apprezzare al meglio durante il
          appenniniche, la neve ricopre ogni anfratto e le tempera-  volo, specialmente in inverno, quando l'escursionista che
          ture scendono di molti gradi sotto lo zero, un insolito  attraversa i siti di alimentazione degli uccelli ne pro-
          passeriforme  dalle  modeste  dimensioni           voca  l'involo,  ed  i  branchi  composti  da
          riesce a sopravvivere nutrendosi di quello           numerosi esemplari iniziano a svolazzare
          che trova dove lo strato di neve è più                 vivaci a breve distanza dall'osservato-
          sottile e nelle aree frequentate dall'uo-              re,  emettendo  il  tipico  flebile  verso
          mo, dove riesce a trovare cibo e riparo.               invernale, costituito da un aspro e rit-
          Nonostante il nome, il fringuello alpino               mico fischio ripetuto.
          appartiene  alla  famiglia  dei  passeri,  e          In primavera è facile osservare le coppie
          come questi è onnivoro e capace di adat-            di fringuelli alpini intente a costruire il nido
          tarsi alla presenza umana, traendone beneficio,  negli anfratti rocciosi  presenti sulle praterie som-
          per  questo  è  molto  facile  osservarlo  da  breve  distanza  mitali  dell'Appennino  centrale  e  lungo  le  vallate  alpine,
          specialmente durante le rigide giornate invernali, quando  mentre in estate, i giovani confidenti che attendono il cibo
          si avvicina molto alle infrastrutture umane.  dai genitori, sulla sommità dei posatoi rocciosi, si lasciano
          Chi ha la fortuna di incontrare questo singolare animale,  avvicinare dagli escursionisti, affascinati da questo mera-
          certamente rimarrà affascinato dalla vivace livrea caratte-  viglioso  uccello  che  presidia  le  vette  come  un  paziente
          rizzata  dagli  evidenti  contrasti  tra  le  grandi  chiazze  guardiano testimone del rincorrersi delle stagioni.
          bianche presenti sulle ali e sulla coda, il nero acceso dei           Simone Cecchini

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