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L’ERBAVOGLIO
Piantaggine Dioscoride, ad esempio, consigliava di usare la pian-
Plantago lanceolata Fam. Plantaginaceae taggine nella cura della dissenteria, dopo averla cotta
con aceto e sale, mentre nella cura dell’epilessia
andava bollita insieme alle lenticchie. Plinio definisce
la piantaggine “erba magica” per le sue numerose
proprietà curative, ma anche Ippocrate, Teofrasto,
Galeno la usavano nella cura di affezioni bronchiali,
epidermiche ed intestinali.
Ma gli usi della piantaggine nel tempo non si sono
limitati alla sola farmacopea, dove è usata general-
mente sotto forma di infuso o decotto, oppure in
estratto fluido, o in sciroppo, fin dai tempi più antichi,
infatti, è stata raccolta anche per essere consumata
come verdura economica e facilmente reperibile da
sola o in mescolanza ad altre erbe. Le foglie sono dis-
Spesso sono le erbe meno appariscenti e considerate ponibili tutto l’anno e sono usate come radicchio,
a nascondere molteplici proprietà e a raccontare una crude in insalata, fonte di vitamine e sali minerali,
lunga storia di utilizzi in cucina ed in farmacopea. Così oppure cotte come gli spinaci. È bene utilizzare solo
è per la Piantaggine, pianta assai modesta che non ha le foglie tenere, e per averne sempre in abbondanza,
mai esercitato nessun fascino, né per la bellezza dei recidere tutto il cespo, eliminando quindi le foglie più
suoi colori, né per il profumo dei suoi fiori, ma che è vecchie. Viene usata soprattutto nelle minestre, alle
sempre stata presente nella vita quotidiana della quali dona un’intensa tinta verde e come ripieno di
gente, in quanto umile pianta della strada che fre- tortelli, altri tipi di pasta, anche mescolata ad altre
quentemente incontriamo nei prati e ai bordi delle verdure. Bianca Maria Landi
strade dalla pianura alla media montagna.
Al genere Plantago appartengono diverse specie, tutte
più o meno affini soprattutto dal punto di vista fitote- Orzo con piantaggine, fagioli
rapico, ma, per la grandissima diffusione che ha nel zolfini e pancetta croccante
nostro paese, prenderemo qui in considerazione la
Plantago lanceolata, una pianticella perenne facilmen- Ingredienti per 4 persone:
te riconoscibile perché si presenta con una rosetta • 350 gr. foglie di piantaggine,
basale di lunghe foglie carnosette ovato-lanceolate, • 300 gr. orzo perlato,
percorse da 5 nervature principali parallele ben marca- • scalogno,
• fagioli zolfini,
te e con lembi fogliari a margine intero. L’infiorescenza
• pancetta
è a spiga, portata su un lungo peduncolo e formata da
numerosi fiori che vanno dal bianco-rosato al gialliccio,
Procedimento: Cuocere l’orzo perlato in una quantità
che compaiono da aprile a giugno.
di liquido (2/3 d’acqua e 1/3 di acqua di cottura dei
Il nome Plantago deriva dal latino planta (pianta del fagioli del purgatorio) pari a circa il doppio del suo
piede) sia in virtù della somiglianza delle foglie alla volume. Lavare le foglie di piantaggine e farle cuoce-
pianta del piede, sia per l’uso che ne facevano i vian- re in acqua bollente per qualche minuto con un pizzico
danti che avevano la fortuna d’incontrarla sul loro di bicarbonato; dopo averle scolate, strizzarle e smi-
cammino: nell’erbario dello Pseudo-Apuleio (Roma, nuzzarle. In una padella far rosolare lo scalogno,
1481) era considerata una pianticella che, crescendo aggiungere la piantaggine e qualche cucchiaiata di
per le strade, guardava passare gli uomini e gli ani- fagioli zolfini lessati in precedenza, insieme a un po’
della loro acqua di cottura. A cottura quasi ultimata
mali e da questo traeva la sua virtù, quella di guarire
dell’orzo, aggiungerlo alle verdure in padella insieme
gli acciacchi che ci si poteva procurare camminando,
ad una punta di curry, regolare di sale e pepe e lasciar
compresa la stanchezza dei piedi.
cuocere un altro po’. Far rosolare la pancetta tagliata
Sin dalle epoche più remote sono infatti riconosciute
a striscioline sottili finchè non diventano dorate e croc-
a questa pianticella numerose proprietà astringenti, canti. A cottura ultimata servire l’orzo con le
cicatrizzanti, diuretiche, emollienti, espettoranti, oftal- striscioline di pancetta croccante ed un filo di olio
miche ed antistaminiche a livello epidermico: extra vergine a crudo.
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