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ma ad un ristretto pubblico di conoscenti, fino
ad espandersi con reali punti vendita. Camere
d’aria, ritagli di pelle e stoffe sgargianti unite
sempre ad un tocco di vari metalli rappresen-
tano l’inizio delle creazioni, fino al folgorante
incontro con il lattice dei palloncini che segna
il punto di svolta nella produzione del marchio.
Linee piacevoli e mai banali, abbinamenti
audaci e armoniosi. All’iniziale scelta di lavora-
re con materiali di recupero viene affiancato
anche l’utilizzo di metalli poveri, in modo da
realizzare linee per target differenti e occasioni
variabili. L’impatto ambientale dei materiali
scelti è cosi praticamente nullo, anzi viene data
una nuova collocazione a quello che andrebbe
altrimenti smantellato. Inoltre si sta andando
nella direzione dell’utilizzo di nuovi materiali
presenti in natura come il legno o i metalli
poveri, possibilmente del loro secondo utiliz-
zo, ma anche verso materiali direttamente
materiali riciclati, la stilista ha sviluppato un suo realizzabili e modificabili come l’argilla, la resi-
stile caratterizzato dall’uso combinato di pezzi na e i loro derivati.
di riuso di tessuti e metalli, ottenendo risultati Altra realtà positiva del settore da tenere d’oc-
decisamente gradevoli. È la stessa designer che, chio è “Cartalana”, un brand di gioielli
dal suo sito, spiega le linee guida dei suoi pro- realizzati a mano in carta riciclata da Marcello
getti: “È soddisfacente ed ironico prendere un Stilo che, unendo creatività e amore per la
materiale che normalmente sarebbe stato scar- natura dà vita a oggetti unici, fantasiosi e inno-
tato e trasformarlo in un desiderabile pezzo di vativi. Da pietre, perline e un semplice
gioielleria. In particolare mi piace lavorare col cartoncino riciclato nascono bijou alla moda
polietilene che, con la sua vasta gamma di colo- che rispettano l’ambiente, la natura e l’unicità
ri, offre la possibilità di sovvertire la percezione della donna.
di ciò che costituisce l’idea di preziosità”.
Anche in Italia giovani designer sperimentano
nuove linee di eco-bijou favoriti anche da un
interesse crescente nei confronti delle tecniche
decorative più semplici. Come nel caso di
Federica Fornari, giovanissima designer roma-
na che realizza gioielli utilizzando cannucce
come supporto principale delle sue creazioni,
dando vita ad un look estivo, eccentrico e colo-
rato. E così un materiale semplice acquisisce
importanza e visibilità e si trasforma in ogget-
to unico nel suo genere, pensato per donne
dinamiche e sicure di sé.
Diversi i marchi di gioielli che “parlano green”,
tra questi nasce nel Dicembre del 2011
“Nokike”, un brand che si basa sulla ricerca
creativa di Herika Signorino. La designer si
avvicina a materiali semplici e di recupero con
i quali realizza gioielli e bijou destinati, dappri-
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