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Il Forestale n. 80 60 pagine  11-06-2014  16:54  Pagina 39











                                                            so costituiti da centinaia di individui  che offro-
                                                            no, al visitatore che vi si avvicini, uno
                                                            straordinario spettacolo con il tipico involo che
                                                            vede, inizialmente, gli uccelli letteralmente cam-
                                                            minare sul pelo dell’acqua.
                                                            Lo spettacolo che si offre a chi si addentra nell’a-
                                                            rea protetta a bordo del “sandalo” (il tipico
                                                            natante a fondo piatto), risulta meraviglioso e del
                                                            tutto insospettabile dopo aver attraversato, per
                                                            giungervi, le assolate e calde distese del Tavoliere.
                                                            Si percorrono, tra il ronzio delle libellule e il som-
                                                            messo vocìo degli uccelli, stretti canali tagliati tra
                                                            isolotti di canne alte più di tre metri, che preclu-
                                                            dono alla vista di spaziare, ma che riservano
                                                            l’emozione di sorprendere, magari subito dopo
                                                            una curva, un airone cenerino in riposo che
                                                            immediatamente spicca il volo della fuga o di
                                                            vedere il veloce battito d’ali del colorato martin
                                                            pescatore spaventato dal nostro arrivare. Nelle
                                                            acque calme si vede nuotare sinuosamente la
                                                            biscia e le folaghe cercano di distogliere anche la
                                                            nostra attenzione dai loro nidi, ben nascosti tra le
                                                            canne. I cormorani, un poco più in là, sostano
                                                            pigramente sui pali di sostegno delle reti da
                                                            pesca, che è consentita anche nell’area protetta,
                                                            purché nel rispetto dei limiti imposti.
                                                            Il Corpo forestale dello Stato è attivamente impe-
                                                            gnato nella salvaguardia di quest’area paludosa
                                                            che, come le altre simili, rappresenta ormai eco-
                                                            sistemi sempre più rari, benché di straordinaria
                 L’ambiente lagunare, pur ricadendo in un’area
                 alluvionale dove viene praticata un’intensa orti-
                 coltura per l’ottima fertilità dei terreni e la
                 disponibilità d’acqua, si presenta tuttora relativa-
                 mente integro e ben conservato tanto da
                 costituire l’habitat di elezione per molte specie di
                 uccelli, anche per la sua ubicazione lungo una
                 delle principali rotte migratorie che dalle regioni
                 dell’Europa nord-orientale conduce a quelle
                 dell’Africa. Tra queste si annoverano il nero cor-
                 morano, l’elegante cavaliere d’Italia, l’avocetta dal
                 caratteristico becco ricurvo, il raro gabbiano
                 roseo, la sterna comune, la sterna zampenere, il
                 beccapesci, il fraticello, il mignattaio, il tarabuso, i
                 grandi aironi, la garzetta, il germano reale, la gal-
                 linella d’acqua, la marzaiola, il fischione ed altri
                 anatidi. Ma la specie stanziale che sembra aver
                 trovato nell’area il luogo di predilezione è la timi-
                 da folaga che è possibile osservare in tutti i
                 periodi dell’anno in gruppi numerosissimi, spes-



                                                                                 Il Forestale n. 80 - 39
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