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so costituiti da centinaia di individui che offro-
no, al visitatore che vi si avvicini, uno
straordinario spettacolo con il tipico involo che
vede, inizialmente, gli uccelli letteralmente cam-
minare sul pelo dell’acqua.
Lo spettacolo che si offre a chi si addentra nell’a-
rea protetta a bordo del “sandalo” (il tipico
natante a fondo piatto), risulta meraviglioso e del
tutto insospettabile dopo aver attraversato, per
giungervi, le assolate e calde distese del Tavoliere.
Si percorrono, tra il ronzio delle libellule e il som-
messo vocìo degli uccelli, stretti canali tagliati tra
isolotti di canne alte più di tre metri, che preclu-
dono alla vista di spaziare, ma che riservano
l’emozione di sorprendere, magari subito dopo
una curva, un airone cenerino in riposo che
immediatamente spicca il volo della fuga o di
vedere il veloce battito d’ali del colorato martin
pescatore spaventato dal nostro arrivare. Nelle
acque calme si vede nuotare sinuosamente la
biscia e le folaghe cercano di distogliere anche la
nostra attenzione dai loro nidi, ben nascosti tra le
canne. I cormorani, un poco più in là, sostano
pigramente sui pali di sostegno delle reti da
pesca, che è consentita anche nell’area protetta,
purché nel rispetto dei limiti imposti.
Il Corpo forestale dello Stato è attivamente impe-
gnato nella salvaguardia di quest’area paludosa
che, come le altre simili, rappresenta ormai eco-
sistemi sempre più rari, benché di straordinaria
L’ambiente lagunare, pur ricadendo in un’area
alluvionale dove viene praticata un’intensa orti-
coltura per l’ottima fertilità dei terreni e la
disponibilità d’acqua, si presenta tuttora relativa-
mente integro e ben conservato tanto da
costituire l’habitat di elezione per molte specie di
uccelli, anche per la sua ubicazione lungo una
delle principali rotte migratorie che dalle regioni
dell’Europa nord-orientale conduce a quelle
dell’Africa. Tra queste si annoverano il nero cor-
morano, l’elegante cavaliere d’Italia, l’avocetta dal
caratteristico becco ricurvo, il raro gabbiano
roseo, la sterna comune, la sterna zampenere, il
beccapesci, il fraticello, il mignattaio, il tarabuso, i
grandi aironi, la garzetta, il germano reale, la gal-
linella d’acqua, la marzaiola, il fischione ed altri
anatidi. Ma la specie stanziale che sembra aver
trovato nell’area il luogo di predilezione è la timi-
da folaga che è possibile osservare in tutti i
periodi dell’anno in gruppi numerosissimi, spes-
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