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Il Forestale n. 80 60 pagine  11-06-2014  16:54  Pagina 36











                                                            tuosa che avvenne nel 1670 sotto l’altare di quel
                                                            che restava della chiesa di San Mamiliano a
                                                            Montecristo, svolta da una quindicina di persone
                                                            provenienti dalla Corsica con una gondola.
                                                            Del resto questi sono i secoli delle leggende che
                                                            si susseguono l’una all’altra: a quelle marinare,
                                                            piratesche ed insulari si abbinano quelle conti-
                                                            nentali della Maremma, con tesori  sotterrati in
                                                            antri e vigilati  da draghi o fantasmi.
                                                            Insomma tanti secoli dopo, queste monete d’oro
                                                            romano-bizantine del  V secolo dopo Cristo
                                                            sono state ritrovate nella chiesa di Sovana ove
                                                            riposano le spoglie di San Mamiliano, anche se il
                                                            “tesoretto” non è del Santo ma….nel Santuario,
                                                            a Sovana e non sull’isola di Montecristo.
                                                            Ma la tradizione popolare è salva: un tesoro c’era,
                                                            anche se il suo bagliore è rimasto occultato per
                                                            tanti secoli.





                 Il Progetto LIFE e la lotta alle specie invasive

                      ella Riserva Naturale Statale Isola di Montecristo l’Ufficio per la Biodiversità del Corpo foresta-
                      le dello Stato ha coordinato un progetto Life cofinanziato dalla Commissione Europea in
                 Ncollaborazione con il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, l’ISPRA e la Soc. NEMO.
                 Obiettivi del progetto sono stati eliminare dall’isola quelle componenti di fauna e flora estranee
                 all’ambiente naturale e giunte a Montecristo in epoche remote per colpa dell’uomo.
                 Tra queste specie, cosiddette “aliene”, il ratto costituiva una minaccia permanente per la nidificazio-
                 ne di rari uccelli marini. La berta minore in particolare trova a Montecristo uno dei suoi principali siti
                 riproduttivi del Mediterraneo: i vocalizzi con i quali le coppie si ritrovano e si attraggono ogni prima-
                 vera diedero origine al mito omerico delle sirene. Tuttavia i ratti depredavano quasi tutte le loro uova
                 e i loro pulcini. Oggi dopo la realizzazione del progetto LIFE pressoché tutte le coppie portano a buon
                 fine le proprie covate.
                 Un’altra specie invasiva eliminata dall’isola è stato l’ailanto: una pianta ornamentale orientale che
                 minacciava l’integrità del paesaggio e dell’ecosistema e la conservazione della macchia mediterra-
                 nea.
                 In sinergia con i precedenti obiettivi, altre azioni del progetto LIFE sono state il recupero dell’habitat
                 delle foreste di leccio e una migliore gestione della popolazione delle tipiche Capre di Montecristo.
                 I monumentali esemplari di leccio dell’isola sono oggi liberati dalla competizione con l’infestante
                 ailanto, dalla presenza dei ratti che ne divoravano le ghiande e i semi e sono stati messi in sicurezza
                 dal morso delle capre che si nutrivano della loro rinnovazione.
                 Il progetto ha anche portato un contributo alla sensibilizzazione del pubblico sul tema della lotta alle
                 specie invasive: problema individuato a livello internazionale tra le più gravi minacce alla fauna e alla
                 flora. A fini educativi e di tutela un nucleo di Capre di Montecristo è stato trasferito al Bioparco di
                 Roma.
                 Per la tematica trattata e i successi conseguiti, nel mese di maggio 2014, l’Unione Europea ha attri-
                 buito al progetto LIFE di Montecristo il prestigioso riconoscimento dell’European Natura 2000 Award
                 assegnato alle migliore iniziative per la conservazione della biodiversità.
                                                                                        Marco Panella





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