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VITA DEL CORPO
essiccamento, garantito dai maestri pastai gragnanesi, dello Stato, col fine di individuare le eventuali esche
offre al mondo intero un prodotto dell’eccellenza Made in avvelenate per la protezione della fauna selvatica protet-
Italy. ta come lupi e orsi. È stato richiesto l’intervento delle
squadre cinofile, sulla base delle segnalazioni dei
Bracconieri in trasferta intercettati Forestali del Comando Stazione di Sora (FR), che hanno
in Sicilia accertato più volte la morte per avvelenamento di diversi
animali selvatici. L’uso illegale del veleno è una pratica
diffusa in tutta Europa che colpisce animali selvatici e
domestici. A tutt’oggi, oltre che un pericolo per l’uomo e
per gli animali d’affezione, rappresenta la più rilevante
minaccia per la sopravvivenza di alcune specie selvatiche
di interesse comunitario quali orso bruno, lupo e diversi
rapaci. Proprio allo scopo di fronteggiare una simile
minaccia ambientale è nato il progetto LIFE ANTIDOTO
attuato dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della
Laga in Italia oltre che in Andalusia e in Aragona. Il pro-
getto prevede l’impiego di Nuclei Cinofili Antiveleno (NCA)
foto di repertorio
per la ricerca di bocconi e carcasse avvelenate oltre ad
attività di sensibilizzazione della popolazione sulle conse-
Un gruppo organizzato di bracconieri con base in una guenze dell’uso illegale del veleno.
casa nel comune di Tusa (ME), al confine tra le province
di Messina e Palermo è stato bloccato dal Nucleo Cinque arresti per furto di ghiaia dal
Operativo Antibracconaggio (NOA) e dal Centro Regionale fiume Neto nel Crotonese
Anticrimine di Palermo del Corpo forestale dello Stato.
L’operazione è stata condotta in collaborazione con i
volontari del CABS (Committee Against Bird Slaughter).
Dall’abitazione situata su un terreno scosceso e in posi-
zione strategica relativamente alla rotta migratoria del
falco pecchiaiolo, i bracconieri con metodo sistematico
abbattevano i rapaci in volo verso lo Stretto di Messina,
aggirando in tal modo i controlli del NOA in Calabria nel-
l’ambito dell’Operazione Adorno.
Approfittando di una giornata favorevole per il passaggio
dei rapaci, i bracconieri si stavano preparando quando i
Forestali, appostati di nascosto, hanno fatto irruzione
nell’abitazione bloccandoli. Le quattro persone, tutte del
reggino e alcune già note alle forze dell’ordine per spe- Il Forestali del Comando Stazione di Santa Severina (KR) e
cifici precedenti, sono state denunciate a vario titolo per i Carabinieri della Stazione di Rocca di Neto (KR) hanno
porto abusivo, incauto affidamento e omessa custodia di effettuato un’operazione di controllo finalizzata alla pre-
armi, nonché per attività venatoria in periodo di divieto. venzione di furti di ghiaia lungo il fiume Neto.
Oltre ai tre fucili utilizzati dai bracconieri sono state rin- In particolare,nella località Setteporte del comune di Rocca
venute e sequestrate 5.400 cartucce custodite di Neto, hanno sorpreso un imprenditore, un escavatorista
nell’abitazione. e tre autisti che, dopo aver prelevato inerti dal letto del
fiume senza alcun tipo di autorizzazione, li trasportavano
Le unità cinofile antiveleno fino al piazzale della ditta, poco distante dal luogo del pre-
in azione nel Frusinate lievo. Un quantitativo di materiale pari a 360 metri cubi, tre
All’interno del territorio della provincia di Frosinone, nei autocarri e un escavatore, sono stati posti sotto sequestro.
comuni di Campoli Appennino, Pescosolido e Alvito, aree I cinque responsabili sono state tratti in arresto.
ricadenti in Zona di Protezione Esterna (ZPE) del Parco Il Tribunale di Crotone, su richiesta avanzata dalla
Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, sono state inviate le Procura, ha convalidato gli arresti rinviando il processo ad
unità cinofile del Nucleo Antiveleno del Corpo forestale altra data.
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