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UN UOMO UNA PIANTA
Alessandro Manzoni, Vespasien
zione di piante e alberi rari in Italia quali il caffè, il
Robin e la Robinia pseudoacacia L. cotone, le ortensie, il Sassafras albidum (Nutt.) Nees,
la Catalpa bignonioides Walter. Uno, però, tra tutti,
In tempi passati, quando ancora non esiste- sarà il suo albero preferito, quello del quale
va la cultura specializzata, poteva sarà il primo estimatore in Italia: la
succedere che un grande scrittore Robinia pseudoacacia L., l’albero del
fosse anche un eccellente botani- quale ci occupiamo oggi. Diverse
co, una circostanza che si è sono le prove che testimoniano
verificata nella figura di l’amore di Alessandro Manzoni
Alessandro Manzoni, il cele- per la robinia, due in partico-
bre autore de I Promessi lare: la prima quando, subito
Sposi, considerato a tutt’og- dopo il matrimonio avvenu-
gi uno dei più grandi to con Enrichetta Blondel,
scrittori italiani di sempre. sposata a Milano nel 1808
Nel 1868, infatti, quando e dalla quale ebbe ben dieci
ricevette l’onorificenza della figli, attorciglia insieme i
Corona d’Italia, oltre ad rami snelli e flessuosi di due
essere diventato forse lo robinie, vicine ma separate,
scrittore più famoso in Italia, cresciute in un viale della
allo stesso tempo coltivava la villa, sottolineando così la
sua passione per la botanica. Non fusione amorosa e spirituale con
un semplice hobby, ma un vero e Enrichetta, le stesse robinie sui cui
proprio studio con attestate capacità tronchi nel 1833, alla prematura
agronomiche. Nella sua villa a Brusuglio morte della moglie, inciderà una croce
in Brianza, quella nella quale compose Il con il coltello; la seconda prova quando pianta
Cinque Maggio e iniziò la prima stesura de I Promessi duecento esemplari di robinia per ricavarne dei pali di
Sposi col titolo “Fermo e Lucia”, introdusse la coltiva- sostegno per le sue viti e li consiglia ai vicini per il
rimboschimento e il consolidamento dei terreni colli-
nari erosi, ravvedendosi, però, quando si accorge
della loro crescita invadente e chiede agli stessi di
“sacrificare quelle robinie che tolgono tanta aria nel
nostro giardino e tanto sole alle nostre stanze”. La
Robinia pseudoacacia L. è un albero dal tronco rugo-
so e dai rami spinosi, ma con meravigliosi fiori bianchi
papilionacei profumati, originaria della parte orientale
degli Stati Uniti e del Canada, dove cresce sulle
Appalachian Mountains, una volta chiamate anche
Monti Allegheny. Appartenente alla famiglia delle
Fabaceae, la Robinia pseudoacacia deve il nome
botanico del genere a Linneo che nel 1753 nel suo
“Species plantarum” lo volle dedicare ai due botanici
(padre e figlio) Jean e Vespasien Robin (ma, come
vedremo, in particolare al figlio). Jean Robin, nato a
Parigi nel 1550 e morto nella stessa città nel 1629,
botanico e arboricultore reale, durante i regni di
Enrico III, Enrico IV e Luigi XIII, fu il primo che riuscì a
far crescere da seme la Robinia in Europa, a Parigi
nel 1601 nel suo giardino botanico realizzato per
incarico della “Faculté de médecine de Paris” nella
punta est dell’Île de Notre Dame. Un “nuovo albero”
quindi proveniente dalla Virginia presente nel catalo-
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