Page 18 - Forestale N. 53 novembre - dicembre 2009
P. 18

Tra i cani da soccorso in alta                    iamo abituati a immaginarlo con la
                                                            botticella di grappa al collo che do-
          montagna un posto                                 vrebbe aiutare il disperso soccorso tra

          d'eccezione lo occupa il San                S la neve a riprendersi, ma questa è pura
                                                      mitologia. “Il Santo”, come lo chiamano gli
          Bernardo, una razza dalla                   inglesi, ha però davvero qualità uniche al
          paternità svizzera,                         mondo ed è il cane che ha salvato più vite
                                                      umane, soccorrendo viandanti in difficoltà o
          specializzata nel recuperare                ritrovando persone disperse sotto la neve.
          le vittime delle valanghe                   La ragione è semplice, il San Bernardo sa
                                                      sempre ritrovare con matematica sicurezza la
          Felice D'Agostini                           pista di neve battuta che percorre la monta-
                                                      gna, evitando sistematicamente i crepacci.
                                                      E non solo, è sia per morfologia che per indo-
                                                      le un cane nato per questo duro lavoro.
                                                      “Deve essere resistente alla fatica ed al fred-
                                                      do, inoltre stabile e “piantato” su pendenze e
                                                      terreni sdrucciolevoli. Di qui l’aumento della
                                                      massa e l’abbassamento del coefficiente di
                                                      dispersione termica, l’ossatura pesante e l’al-
                                                      lungamento degli arti e del tronco” spiega
                                                      Fulvio Serra, appassionato studioso di antro-
                                                      pologia e zoologia alpina (si occupa di studi
                                                      sul lupo e della sua reimmissione nelle Alpi
                                                      occidentali), cinofilo operativo del Soccorso
                                                      Alpino stagionale della stazione del Colle del
                                                      Moncenisio. “Gli arti lunghi e diritti garanti-
                                                      scono angoli maggiori di falcata, quindi minor
                                                      consumo di energie, possibiltà di sprofondare
                                                      e di risalire in spesse coltri nevose ed infine
                                                      maggiore spinta in salita con il massimo
                                                      risparmio angolare di spinta stessa. Il tronco
                                                      allungato diventa così necessario per abbassa-
                                                      re il baricentro collegato all’altezza degli arti”.
                                                      Il San Bernardo a pelo corto, poi, è l’ideale in
                                                      montagna: protetto dal sottopelo termico non
                                                      trattiene la neve, che perciò non ghiaccia e
                                                      quindi oltre a non abbassare la temperatura
                                                      corporea, non impaccia i movimenti dell’ani-
                                                      male.

                                                      Un vero montanaro
                                                      Anche l’indole è importante, equilibrata,
                                                      calma, vigile, potrebbe derivare secondo alcu-
                                                      ni proprio dall’adattamento forzato con
                                                      l’uomo e quindi dall’ambiente sociale e natu-
                                                      rale chiuso.
                                                      Anni di intesa solitaria tra cane e uomo hanno
                                                      reso il San Bernardo un cane fondamental-
                                                 © G. Salari  mente “indipendente”: segue il ritmo imposto


                                                                         Il Forestale n. 53 - 19
   13   14   15   16   17   18   19   20   21   22   23