Page 19 - Forestale N. 53 novembre - dicembre 2009
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Storia di un bovaro
er ricostruire le origini della razza razioni di soccorso - senza lasciarsi distrarre da
bisogna risalire ai grossi mastini che fattori esterni come animali, rumori e richiami
P le legioni romane lasciavano con le diversi.
truppe destinate a presidiare i punti strategi- E poi “annusa l’aria” nella quale “sente” la pre-
ci sulle grandi vie di comunicazione. Il San senza dei dispersi, al contrario dei cani da
Bernardo nasce come razza al fianco dei “traccia” che annusano un percorso e quindi l’o-
monaci che abitavano, fin dall’anno 1000, il dore che impregna i vari elementi del suolo.
monastero svizzero chiamato “Ospizio del
Il suo olfatto sviluppatissimo permette di sonda-
Gran San Bernardo”, fondato da San
re enormi aree di terreno e grandi profondità
Bernardo da Mentone presso il valico alpino
compattate come le valanghe. Le caratteristiche
che porta lo stesso nome, tra Italia e
del sistema olfattivo dotato di recettori infrarossi,
Svizzera.
che il San Bernardo sembra possedere in gran
A 2.469 metri di quota, infatti, sul Gran San
quantità, aiutano senz’altro la ricerca dei sepolti.
Bernardo, alcuni monaci fondarono un ospi-
Basti pensare che il suo senso dell’odorato è
zio per passanti e viaggiatori, una sorta di
quattordici volte superiore a quello dell’uomo e
“rifugio alpino” dei tempi. Dal 1600 in poi in
anche l’area del cervello deputata a questa fun-
quei luoghi vennero tenuti grossi cani da
zione è sviluppata parimenti.
montagna sia da guardia sia da protezione.
Le cronache riportano infatti numerosi epi-
sodi di brigantaggio, ma questi grandi cani Fiuto da campioni
servivano anche per numerosi altri impieghi, Si calcola che il San Bernardo possa avere anche
dal trasporto di piccoli carichi (latte, formag- il 40 per cento in più di cellule connesse con
gi), alla fornitura di forza motrice: pensate, l’olfatto che non l’uomo. Si può ben dire, quin-
un dispositivo a mulino, azionato dai cani, di, che questo cane “vede col naso”. Grazie al
muoveva l’enorme spiedo della cucina dell’o- loro campo olfattivo molto più ampio, comple-
spizio! to e selettivo del nostro e di molte altre razze, i
Questi animali presto furono usati come diversi odori possono suscitare in loro addirittu-
accompagnatori e come cani da salvataggio
per viaggiatori dispersi nella neve o nella
nebbia. Nel 1884 fu inaugurato il Libro delle
Origini Svizzero e tre anni più tardi il San
Bernardo fu ufficialmente riconosciuto come
razza svizzera, anzi fu dichiarato addirittura
cane nazionale svizzero. Il più famoso fu
Barry I (1800-1814), resosi protagonista del
salvataggio di almeno 40 persone. Alla sua
morte, il suo corpo venne imbalsamato e
conservato presso il Museo di Storia
Naturale di Berna, e da allora il miglior
maschio di ogni cucciolata dell’allevamento
dell’ospizio prende il nome di Barry.
www.canedisanbernardo.org
www.fondation-barry.ch
dal terreno, non è abituato a continui richiami da
parte del padrone perché il montanaro cammina
in solitudine e non ha ragioni per chiamare con-
tinuamente il cane. Un’altra curiosità è che segue
sempre un percorso: sia all’andata che al ritorno, © G. Salari
soprattutto - e questo è fondamentale per le ope-
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