Page 22 - Forestale N. 53 novembre - dicembre 2009
P. 22

tà: si voltò di scatto e con la zampa stese al  decine di corpi argentei grandi come il braccio
          suolo il gabbiano, immobilizzandolo. Il poveret-  di un uomo: erano pesci, salmoni. Dopo un po’
          to strillava come un ossesso, ma l’orsa non  erano centinaia, dopo qualche ora migliaia: l’ac-
          mollò la presa e svegliò i cuccioli. “Venite, pollo  qua ribolliva dei corpi lucidi che tentavano di
          per cena!” strillò felice. I tre orsacchiotti si preci-  superare le rapide. Gli orsi si gettarono ridendo
          pitarono e tutti e quattro si accingevano a  nell’acqua e con la bocca e le zampe comincia-
          spennare il gabbiano, quando questi cominciò a  rono a buttare i pesci a riva, ancora guizzanti.
          supplicarli con la sua voce rauca.        Fu solo a sera che smisero di pescare e di man-
          “Ti prego, orsa, risparmiami. Non mi spennare  giare. Non avevano mai mangiato così tanto in
          come un pollo. Se mi prometti di lasciarmi libe-  vita loro. Quando sazi e satolli si accucciarono,
          ro, ti rivelerò un segreto che salverà te e i tuoi  il gabbiano, candido, venne a posarsi vicino a
          cuccioli. Se mi mangi oggi, domani avrete di  loro. “Ehi, gente, è rimasto un po’ di pesce
          nuovo fame, io invece posso aiutarvi”.    anche per me?” fece con la sua voce rauca.
          Strillava il poveretto, gli orsacchiotti che non man-  “Quanto ne vuoi, serviti pure” rispose l’orsa che
          giavano da tre giorni avevano già afferrato la coda  non era mai stata così felice in vita sua.
          per spennarlo, quando l’orsa li fermò. “Sentiamo
          cosa ha da dire” fece l’orsa. “Mamma, sei matta!”
          fecero i piccoli in coro “mangiamolo subito”.  Conoscere
          “No, ascoltiamolo, il gabbiano non è uno stupi-  la biodiversità
          do” rispose l’orsa e poi, rivolta al gabbiano
                                                            elle favole presentate da Francesco
          “allora, bada che se pensi solo di tirare per le
                                                            Petretti anche se gli animali non rappre-
          lunghe, non avrai scampo, ti mangeremo prima
                                                       N sentano, come è uso nella letteratura di
          di sera. Quale è il tuo segreto?”            tutti i tempi, una delle metafore dell’umano
          “Prima fai un giuramento solenne che mi lasce-  carattere con scopo educativo, comunque
          rai libero!” disse quel malfidato del gabbiano.  descrivono in maniera semplice e diretta con il
          “Prometto che ti risparmierò, ma spero che ne  tratto veloce della penna e quello ancor più
          valga la pena” disse l’orsa pentendosi della pro-  veloce del pennello, che riproduce simpatici
                                                       bozzetti e figure da colorare, la biodiversità del
          pria scelta.
                                                       nostro Paese per certi aspetti ancora poco
          “Ecco” fece il gabbiano “scendete lungo il lago fino
                                                       conosciuta, soprattutto tra i più piccoli. “L’ap-
          al torrente e fermatevi alla terza pietra. Non vi  prendimento della biodiversità - scrive il Capo
          muovete da lì, dovrete aspettare forse qualche gior-  del Corpo forestale dello Stato Cesare Patrone
          no, ma non vi muovete da lì e potrete mangiare  nella presentazione - potrà costituire il riferi-
          fino a farvi scoppiare la pancia” disse il gabbiano.  mento propedeutico per la stessa formazione
          “Sarà”, fece l’orsa dubbiosa “ma ormai ho pro-  della personalità delle nuove generazioni: ciò
                                                       sarà possibile se,contemporaneamente, l’am-
          messo, vattene uccello e non mi beccare più sul
                                                       biente nella sua molteplicità sarà difeso,
          sedere!”. Il gabbiano si  allontanò con una certa
                                                       salvaguardato, tramandato”. “Non potrebbero
          rapidità e spiccò il volo.                   esistere favole senza un continuo richiamo
          “Mamma, abbiamo fame. Perchè lo hai lasciato  alla natura - spiega l’autore - e in particolare
          andare via?” fecero in coro gli orsacchiotti.  agli animali, miei compagni di vita sin dall'in-
          “Venite figlioli, ogni promessa è debito e il gab-  fanzia: li ho studiati, disegnati e filmati e
          biano non è uno stupido” rispose l’orsa.     adesso ho il piacere di servirmene per rac-
                                                       contare storie straordinarie a un pubblico che
          Dopo un giorno di marcia arrivarono al torren-
                                                       mi auguro non sarà solo per bambini”.
          te che scorreva impetuoso verso il mare facendo
          un baccano infernale. Trovarono la terza pietra
          e si fermarono. Il giorno dopo erano ancora lì,
          a pancia vuota. “Maledetto, ci hai ingannato”          DA LEGGERE
          pensava l’orsa “era meglio mangiarti subito”. Fu   Le favole del bosco
          allora che l’orsacchiotta lanciò uno strillo acuto.  Francesco Petretti
          “Corri mamma, guarda!”                            Diomedea immagine
          Dalla spuma candida del torrente saltavano fuori  Corpo forestale dello Stato
                                                                       euro 18
                                                                        Il Forestale n. 53 - 23
   17   18   19   20   21   22   23   24   25   26   27