Page 27 - Forestale N. 53 novembre - dicembre 2009
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© C. Saveri
guamenti. L’opera di miglioramento della “raz- fortemente di numero fino a rischiare l’estinzio-
zetta” fu portata avanti negli anni cinquanta dalla ne. Nel 1985 alcuni appassionati della razza si
figlia Barbara. Nel dopoguerra la tenuta però fu misero in giro a ricercare i sopravvissuti per la
completamente smembrata, con vendita sia a pri- Toscana e oltre ad un piccolo nucleo, conserva-
vati che alla Azienda di stato per le foreste to gelosamente dalla contessa Barbara Della
Demaniali (Asfd). Nel 1956, appunto con l’ac- Gherardesca e da sua cugina Clarice a Bolgheri,
quisto da parte dell’Asfd di 1.050 ettari nella furono trovati diversi soggetti.
zona centrale della Tenuta di Monterufoli, com- La Comunità Montana di Pomarance, nel 1989,
prendente anche i fabbricati di fattoria e la molto saggiamente acquistò alcuni capi per
grande villa, nacque il primo nucleo della Foresta immetterli nuovamente nei boschi di Monterufoli
Demaniale, che con altri acquisti immediatamente dove ormai mancavano da circa trent’anni. Nello
successivi raggiunse l’attuale estensione di ettari stesso periodo la Regione Toscana promosse un
3.090. Nel 1976, con la soppressione dell’Asfd la piano di salvataggio della razza in estinzione.
Foresta fu trasferita alla Regione Toscana, la Oggi deve segnalarsi anche l’opera scientifica
quale delegò come ente gestore la Comunità dell’Istituto per la Difesa e la Valorizzazione del
Montana della Val di Cecina. Il numero di sog- Germoplasma Animale di Milano e quella tecni-
getti si ridusse notevolmente sino a rischiare la ca dell’Istituto Incremento Ippico di Pisa,
completa estinzione evitata grazie all'intervento dell’Associazione Provinciale Allevatori di Pisa e
di alcuni appassionati che, a partire dagli anni dell'Associazione Italiana Allevatori. Si deve dire
'80, iniziarono il recupero dei soggetti residui però che senza l’entusiasmo delle antiche alle-
affiancati in quest'opera dalla Regione Toscana e vatrici e di alcuni appassionati profondamente
successivamente dal Corpo forestale dello Stato. innamorati, quasi per ereditarietà familiare - in
L’avvento dei motori su strada aveva decretato la quanto figli e nipoti di vecchi estimatori della
fine del mondo del cavallo nell’uso quotidiano razza - difficilmente sarebbe stato possibile
del lavoro e forse per primi ne risentirono pro- vedere ora fra i boschi di Monterufoli le picco-
prio i cavalli di Monterufoli, che rappresentavano le, scure e veloci sagome dei cavallini.
i normali mezzi di trasporto a sella o a calesse per “L’attuale consistenza della razza è di circa 200
lattaioli, ortolani, pollaioli, contadini, chincaglieri, animali dichiara Michele della Pace Presidente
sensali, fattori e medici condotti. Si ridussero dell’Associazione del cavallino di Monterufoli
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