Page 26 - Forestale N. 53 novembre - dicembre 2009
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Di origini antichissime                         on chiamateli pony. Il loro incedere è
                                                          slanciato e sicuro e la fisionomia è pro-
          il cavallino di Monterufoli,                    prio quella di un cavallo, solo di

          sopravvissuto                             N dimensioni più ridotte. Nell’entroterra
                                                    della Maremma Pisana fra i fiumi di Cecina e
          all’estinzione grazie al                  Cornia, quella vasta area di Colline Metallifere
          lavoro di pochi                           quasi completamente ricoperta da boschi e così
                                                    scarsamente abitata, ha visto da secoli l'alleva-
          appassionati,  potrebbe                   mento allo stato brado di un piccolo cavallo che
          costituire la risposta                    si è adattato, nel tempo, ad ogni asperità: dalla
                                                    scarsità di cibo alla siccità, dalle intemperie ai
          italiana ai pony e una                    luoghi scoscesi e inospitali: “cavalli scuri dal
          scommessa per lo                          lungo pelame che non temono il lupo affama-
                                                    to”, così venivano definiti. Molto probabilmente
          sviluppo del turismo                      questi cavalli rappresentano l’ultima falange

          equestre                                  della più numerosa varietà del pony di razza
                                                    Selvena, ormai estintasi da diversi decenni.
                                                    Questa razza esisteva nelle aree collinari, bosco-
                                                    se e lontane dal mare della Maremma Toscana
                                                    e aveva ovvie e notevoli affinità con la razza dei
                                                    cavalli maremmani. Le prime notizie risalgono
                                                    addirittura agli inizi dell'era volgare. Il pony di
                                                    Monterufoli godeva di grande reputazione per
                                                    le sue doti di fondo, di sobrietà e di resistenza
                                                    alla fatica anche nelle condizioni più disagevo-
                                                    li. Testimonianze antiche raccontano come i
                                                    grandi proprietari dell'entroterra della Maremma
                                                    Pisana mantenessero, accanto al maremmano
                                                    puro allevato in pianura, un cavallino molto più
                                                    ridotto di mole, ugualmente sobrio e robusto,
                                                    ben adattato nelle zone alto collinari e boschi-
                                                    ve. Ciascuna tenuta aveva la sua mandria che
                                                    veniva riunita una volta l’anno per la marcatura,
                                                    la castrazione e l’asta di vendita.
                                                    Nel 1913 il Conte Ugolino della Gherardesca di
                                                    Bolgheri, discendente di quello dantesco, acqui-
                                                    stò la Tenuta di Monterufoli, nell’alta val di
                                                    Cecina dove, su una superficie di circa 4000 etta-
                                                    ri, si trovavano soggetti adattatisi ad ogni forma
                                                    di asperità. Con un’attenta opera di selezione la
                                                    famiglia della Gherardesca diede impulso all'al-
                                                    levamento ottenendo in pochi anni validissimi
                                                    soggetti per il tiro leggero e per la sella. La con-
                                                    tessa Wrangler, di origine ucraina e moglie di
                                                    Ugolino, ben presto intuì che i cavallini piccoli
                                                    ma rustici e pieni di vigore rappresentavano una
                                                    vera e propria ricchezza. Per i cavallini di
                                                    Monterufoli cominciò così un’altra era: la contes-
                                                    sa si occupò personalmente del miglioramento di
                                                © C. Saveri  questa popolazione, attraverso opportuni rinsan-


                                                                         Il Forestale n. 53 - 27
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