Page 20 - Forestale N. 53 novembre - dicembre 2009
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© G. Salari
ra degli “stati d’animo” sulla falsa riga di quelli nare per risparmiare energie soprattutto quando
umani. Il San Bernardo, grazie ai seni frontali l’ossigeno, com’è in montagna, è rarefatto. La
più sviluppati che in qualsiasi altra razza da lentezza del passo è accomunata ad una incre-
lavoro è fornito, come sappiamo di un ampissi- dibile resistenza; i cani, dopo camminate di ore
mo teleolfatto che gli consente di percepire a passo regolare, sembrano non sentire la fatica
anche le emanazioni più lontane. Il meccanismo e difficilmente si sdraiano per riposare se non al
che determina in lui l’impulso a ricercare il ritorno a casa, dove al contrario, devono recu-
viandante sperduto o in pericolo è paragonabi- perare l’energia spesa e quindi riposano molto
le agli stimoli olfattivi che, ad esempio, se non sono sollecitati.
inducono il cane da caccia a seguire le emana- Naturalmente se sulla neve è adattissimo, nella
zioni della preda e il cane da pastore a cercare ricerca dei dispersi in luoghi caldo-umidi e nelle
le tracce dell’animale smarrito. Infatti sia la sel- catastrofi (specialmente i terremoti), dove sono
vaggina, sia gli animali usciti dal branco, sia necessarie doti di agilità, leggerezza e scatto,
l’uomo in pericolo, emettono un odore partico- altre razze sono da preferire. Non a caso tra le
lare facilmente identificabile dal cane. macerie dell’Aquila la Forestale, come altre forze
Va detto poi che è un cane lento, ha la lentezza di polizia, ha impiegato esemplari di razze
tipica del montanaro, pensa a lungo prima di diverse che schizzavano da un ferito all’altro.
agire per non compromettere la sicurezza, Quando le persone da soccorrere sono tante e
dovendo valutare tutta una serie di possibili in un’area limitata il San Bernardo non rappre-
avversità spesso malcelate. È lento nel cammi- senta la scelta migliore!
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