Page 16 - Forestale N. 53 novembre - dicembre 2009
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“Sarebbe bello se non lo fosse, ma purtroppo è così. Non sai quanti ne ho visti andarsene. Ogni
anno è la stessa storia. I primi di dicembre arriva, lo conciano come un pagliaccio, con tutte le pal-
line e i festoni, poi il vento gli infila tra i rami un bel po' di sacchetti di plastica, i ragazzini gli
spruzzano le zozzerie, il sole e lo smog fanno il resto. Dopo Santa Lucia già inizia a perdere gli aghi,
a San Silvestro i razzi lo bruciacchiano e alla Befana ci sono più aghi per terra che sui rami. Quando
arriva la gru per liberare la piazza, ciò che resta è solo lo spauracchio. Lo sollevano e lo trascinano
via con malagrazia e finisce i suoi giorni nel bel mezzo di una discarica”.
Gli occhi di Crik si riempirono di lacrime.
“Ma perché?”
“Perchè è Natale, Crik, e lui è l'albero di Natale della piazza più importante del mondo”.
I rappresentanti delle grandi
religioni si incontrano in Vaticano
L'ultima riflessione, quando già l’oscurità avvolgeva
i palazzi apostolici, fu del Dalai Lama.
“L’uomo ha molte parole nella testa” disse, “ma nes-
suna radice nella terra. Come si può crescere senza
radici? Come si può raggiungere il Cielo? Ci può
essere compassione senza il percorso che unisce la
Terra al Cielo?”
Con quelle parole l’assemblea si concluse.
Il Papa congedò i suoi ospiti dando loro appunta-
mento l’indomani, per la grande preghiera sulla
piazza, poi, appoggiandosi al bastone, si incamminò
lentamente verso il suo appartamento.
Passando davanti a una finestra del corridoio, vide
svettare la cima luminosa del grande abete eretto nel
mezzo della piazza.
Ci vorrebbe un miracolo, sì, pensò avviandosi verso
la cena, ci vorrebbe davvero un miracolo perché
l’uomo riuscisse a comprendere la propria somi-
glianza con gli alberi.
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