Page 21 - Forestale N. 48 gennaio - febbraio 2009
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Se vuoi
tivatore anche la gestione del reticolo idrico abbandonare
minore, secondo criteri di sostenibilità che con-
sentono di prevenire dissesti territoriali e la candela...
migliorare la conservazione della biodiversità.
Il fenomeno
della rinaturalizzazione
“Ma se prendiamo l’ipotesi della rinaturalizza-
zione – spiega Ferroni – le cose non vanno
meglio. Le aree marginali abbandonate sono,
infatti, quelle a maggiore valore ambientale e le
più ricche di specie. L’assenza di un certo tipo
di pressione antropica ha solo effetti negativi,
perché la biodiversità nostrana è legata ad
ambienti secondari, cioè strettamente connessi EMITsrl
alla presenza storica di attività come agricoltura
e allevamento. L’abbandono dei prati pascoli
dell’Appennino, per citare un esempio, compor-
ta la scomparsa di numerose specie botaniche e
faunistiche che rischiano di estinguersi perché
viene meno il tipo di ambiente necessario alla
loro sopravvivenza”. Così come successo in
alcune zone montane già lasciate dall’uomo,
dove certamente sono aumentati i boschi ma si
tratta di boschi a bassa qualità, giovani, spesso
gestiti da società e cooperative che non hanno p p p p rr rr oo oo gg gg ee ee tt tt tt tt aa aa zz zz ii ii oo oo nn nn ee ee
interesse a “usare” il bosco stesso in modo i i i i ss ss tt tt aa aa ll ll ll ll aa aa zz zz ii ii oo oo nn nn ee ee
sostenibile. Al contrario dell’agricoltore (e anche
questo rientra nella multifunzionalità) che ha in m m m m aa aa nn nn uu uu tt tt ee ee nn nn zz zz ii ii oo oo nn nn ee ee
mente regole ben precise per la sua “azienda”:
sistemi di taglio saltuari, conservazione delle
specie secondarie, tutela dei grandi alberi, I I I IMM MMPP PPII IIAA AANN NNTT TTII II
deperienti e morti, e dei microhabitat.
Con l’abbandono delle campagne e la conversio- T T T TEE EECC CCNN NNOO OOLL LLOO OOGG GGII IICC CCII II
ne delle imprese agricole in “multinazionali
dell’agricoltura”, insomma, il nostro Paese è vota-
to a gravi rischi. Non è soltanto una questione di
patrimonio agroalimentare e di tradizioni culina-
rie, ma anche di biodiversità, di dissesto
idrogeologico, di gestione del suolo, di regima-
zione delle acque. Se gli agricoltori fuggono dalle
campagne, chi penserà a presidiare e curare il
territorio? Un territorio che ha bisogno della cura
sostenibile e multifunzionale dell’agricoltore che
consenta: la riqualificazione ecologica dei luoghi Nucleo Industriale di Bazzano
e degli ecosistemi, la tutela della biodiversità 67100 L’Aquila
domestica e selvatica, la conservazione delle tipi-
cità e dell’identità dei territori e la valorizzazione T T T Tee ee ll ll .. .. 00 00 88 88 66 66 22 22 .. .. 44 44 44 44 11 11 33 33 22 22 22 22
del paesaggio agricolo.
C C C C ee ee ll ll ll ll .. .. 33 33 44 44 88 88 . . .. 88 88 77 77 00 00 88 88 44 44 66 66 77 77

