Page 26 - Forestale N. 48 gennaio - febbraio 2009
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meteomont dell’Appennino centrale, dal dinamica temporale, si è notato come nelle
1978 ad oggi, conferma la tendenza al riscal- Alpi francesi la probabilità annuale di distac-
damento nelle aree montane appenniniche. co frequente di valanghe sia fortemente
Mostra anche chiaramente un aumento delle correlata alla frequenza di precipitazioni
precipitazioni nevose e dell’intensità dei intense su tre giorni consecutivi e a valori di
fenomeni, analogamente a quanto parzial- temperatura dell’aria superiori alla media;
mente riscontrato sulle Alpi orientali, per valanghe di tipo estremo (meno fre-
diversamente invece a quanto riscontrato quenti) la probabilità annuale è invece
sull’Appennino settentrionale e sulle Alpi legata solo a precipitazioni intense” spiega
centro-occidentali. Probabilmente ciò a con- Michele Freppaz, ricercatore presso la
ferma della riduzione della frequenza delle Facoltà di Agraria dell’Università di Torino-
perturbazioni atlantiche a favore di quelle Laboratorio Neve e Suoli Alpini.
provenienti dai settori nord-orientali dell’Eu- Lo studio degli eventi meteorologici estremi
ropa. in relazione al cambiamento climatico sarà
I regimi nivometrici risultano prevalente- di estrema importanza, in quanto ad essi
mente prealpini, la maggior parte delle sembrano essere correlati i periodi di attivi-
precipitazioni concentrate nel mese di gen- tà valanghiva più intensi. Le valanghe
naio o di febbraio e, a seconda della possono essere influenzate dall’evoluzione
stazione montana, sussiste un evidente
aumento delle precipitazioni nevose (proba-
bilmente correlata ad una maggiore
frequenza di avvezioni dal 1° e 4° quadran-
te), un importante ruolo delle condizioni
microclimatiche, un aumento generalizzato
della temperatura (variabile tra 0,3 e 1°C),
una diffusa e generale diminuzione dei gior-
ni nevosi specie nel mese di febbraio (quello
con importanti aumenti delle precipitazioni),
aumento dell’intensità dei fenomeni nevosi
che sono seguiti da repentine fusioni delle
nevi.
I cambiamenti delle proprietà del manto
nevoso potranno avere un’influenza anche
sulle caratteristiche degli eventi valanghivi.
Stiamo già riscontrando una maggiore fre-
quenza di valanghe di neve umida per via
dei repentini aumenti di temperatura nel
corso della stagione. Si tratta di valanghe che
interessano sempre più anche gli strati più
profondi, a contatto con il suolo.
Le valanghe si spostano? della copertura forestale e dall’installazione
di opere di protezione, anche in misura mag-
“Dall’analisi dei dati di altezza della neve, giore rispetto a quanto lo sia dalla variazione
della durata del periodo con attività valan- delle condizioni climatiche. Trovare una rela-
ghiva e del numero di giorni con zione a larga scala, non solo su bacini
precipitazioni predisponenti al distacco, si è campione, tra attività valanghiva e cambia-
visto che le valanghe potrebbero diminuire menti climatici è quindi un obiettivo difficile
nelle aree ora maggiormente interessate da da raggiungere, a causa della difficoltà di
questi eventi e aumentare in quelle fino ad reperimento di dati omogenei su un ampio
ora meno colpite. Per quanto concerne la territorio, dove esistono realtà in cui viene
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