Page 23 - Forestale N. 48 gennaio - febbraio 2009
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Caratteristica del territorio italiano è ad esempio  na si ritrovano in acqua per accoppiarsi e ripro-
          la rana italica o appenninica, un tempo conside-  dursi anche quando la  temperatura è di appena
          rata simile alla rana greca o dei  Balcani e  tre gradi sopra lo  zero. Le larve, che raggiun-
          altrettanto caratteristici della catena appenninica  gono i tre centimetri di lunghezza nel pieno  del
          e della Sardegna sono i geotritoni, anfibi urodeli  loro sviluppo, restano in acqua per periodi pro-
          legati agli ambienti ipogei.              lungati  in  attesa  del momento  più propizio
          Sempre gli anfibi ci regalano quello che per  per lasciare l’ambiente acquatico e rintanarsi
          molti è considerato il più significativo endemi-  nel  fitto del bosco.
          smo italiano, addirittura costituito da un genere  Questa specie deve temere oggi soprattutto le
          e da due specie che vivono solo all’interno dei  alterazioni dell'habitat provocate dall’uomo.
          nostri confini. Stiamo parlando della salamandri-  Vive infatti in  un microcosmo oltremodo  fragi-
          na dagli occhiali, oggi distinta in due specie  le che le lunghe e siccitose estati mediterranee
          Salamandrina perspicillata e Salamandrina ter-  possono distruggere, vanificando gli sforzi di
          digitata.                                 un’ intera generazione di larve e  di giovani sala-
          Salamandrine italiane                     mandre che non si sono ancora affrancate
                                                                    dall’elemento liquido.
          Per trovare la salamandrina dagli occhiali (nel
          disegno), che vive in molte aree protette e
          riserve gestite dal Corpo forestale dello Stato
          nella penisola, bisogna risalire i piccoli fossi
          che scorrono in mezzo al bosco e penetrare in
          un ambiente reso particolarmente suggestivo
          dall’abbondanza di acqua e dalle grandi felci.
          Un rivolo d’acqua scorre fra rocce e tronchi,
          schermato da ciuffi di  polipodi,  capelveneri e
          aspleni e da  morbidi cuscini di  muschio. C’è
          ombra quasi   totale. Nel mese di aprile lì è pos-
          sibile trovare nell’acqua  e sotto  le  pietre  le
          salamandrine dagli occhiali,
          all’apparenza lucertoline brune
          lunghe quanto un dito mignolo
          ma in realtà  preziose presenze
          zoologiche.
          Il dorso è quasi nero con due segni
          giallini sul capo che ricordano gli
          occhiali da cui prende il nome. Il
          ventre, invece, rivela un  caratteristi-
          co e vistoso disegno bianco, nero e
          rosso.
          Insieme all’ululone, un piccolo rospo
          che ha la pancia  di color arancione, e
          alla salamandra pezzata che sfoggia un
          lustro disegno di macchie gialle e nere,
          la salamandrina risulta essere uno dei
          più appariscenti anfibi europei.
          La colorazione vivace ha lo scopo di
          segnalare a tutti i potenziali predatori,
          dalla puzzola alla biscia, che quell’ani-
          maletto apparentemente inoffensivo è
          in realtà velenoso.                                                                © C. Flore
          Le  femmine e i  maschi di salamandri-
                                                                        Il Forestale n. 48 - 25
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