Page 16 - Forestale N. 48 gennaio - febbraio 2009
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Durante il boom economico abbiamo assistito alla devastazione di
                                    chilometri di coste e alla nascita di orribili periferie attorno ai nostri
                                      stupendi centri storici. Oggi l’identità dei nostri territori può rea-
                                       lizzarsi attraverso un equilibrio tra territorio urbano e agricolo.
                                        Tale consapevolezza può essere uno degli elementi su cui
                                          basare la  critica e la correzione dei vecchi modelli di svi-
                                           luppo.
                                            Per farlo, dobbiamo dar voce ad una sorta di patriottismo
                                             ambientale inteso come radicamento e come riconosci-
                                              mento dell’identità e dell’amore per il territorio e per il
                                              paesaggio, in una sorta di legame romantico tra l’indi-
                                                    viduo e la sua terra, come possibilità di
                                                       realizzare e completare sé stessi.
                                                       La sensibilità ecologica si sposa e si ricon-
                                                        nette con l’azione dell’uomo e delle
                                                         popolazioni residenti sui territori proprio
                                                          tramite la cultura identitaria, perché gra-
                                                           zie ad essa la difesa dell’ambiente si
                                                            unisce alla valorizzazione delle comu-
                                                              nità presenti sul territorio.
                                                                 L’agricoltura rappresenta il fulcro
                                                                    di questo ragionamento, per-
                                                                        ché l’attività dell’uomo
                                                                          sul territorio è quella
                                                                           che plasma il conte-
                                                                           sto naturale. Non a
                                                                          caso intorno al setto-
                                                                          re primario l’Europa
                                                                         ha costruito il modello
                                                                        multifunzionale in cui si
                                                                      trovano in connessione
                                                                  ambiente, alimentazione e agri-
                                                            coltura.
                                                    Quest’ultima ha ricevuto legittimazione e soste-
                                                gno proprio perché non è soltanto produzione di
                                            merci, ma è anche garanzia di sicurezza alimentare, del
                                        paesaggio e dell’ambiente.
                             Questo ragionamento è stato evidenziato nella fase di trasformazione della
          Pac (Politica agricola comune), quando si è passati da un approccio quantitativo a uno qualitativo,
          e oggi è ulteriormente sorretto dalla necessità di perseguire una sovranità alimentare: in un mondo
          in cui si riscontra una sempre maggiore carenza di materia prima agricola, non si può più accetta-
          re di scendere sotto certi livelli di dipendenza alimentare.
          Il cibo, insieme all’ambiente e all’energia, costituirà uno fra i grandi problemi che l’umanità dovrà
          affrontare nei prossimi anni.
          Il grano è già aumentato del 50 per cento in pochi mesi, e per ragioni strutturali: sempre più gra-
          naglie vengono usate per i biocarburanti e la domanda di granaglie alimentari supera l’offerta.
          L’Italia deve “attrezzarsi” per affrontare questa sfida, con un grande progetto comune, e probabil-
          mente con una nuova riforma agraria, che vada a ridefinire l’estensione dei terreni in dimensioni
          sostenibili evitando un eccesso di frammentazione.




                                                                         Il Forestale n. 48 - 17
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