Page 14 - Forestale N. 48 gennaio - febbraio 2009
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estremamente lenti, in cui il tempo sembra
          essersi fermato e lontana anni luce dalla freneti-
          ca vita quotidiana.
          L’oscurità apparentemente senza vita, nasconde
          invece creature straordinarie sorprese di tanto in
          tanto dalla luce della torcia. Si incontrano schie-
          re di cavallette depigmentate dalle esili zampe e
          dalle lunghe antenne: le dolicopode  (Dolicho-
          poda laetitiae).                          Gli interessanti risultati ottenuti durante questa
          Nascosto nelle fessure, il geotritone  (Speleo-  prima fase di ricerche ci spingono a continuare
          mantes italicus) se ne sta in agguato di qualche  su questo progetto al fine di monitorare e
          preda: si tratta di un anfibio molto particolare,  approfondire le conoscenze sulla biodiversità di
          privo di polmoni, che respira attraverso la pelle.  questi ambienti.
          I pipistrelli, noti protagonisti di questi ambienti,
          se ne stanno appesi alle volte delle grotte aspet-
          tando di uscire ad alimentarsi al calare del sole.
          Gli adattamenti più spinti a questo particolare
          ambiente caratterizzato dall’assenza di luce
          sono: l’allungamento degli arti e delle appendi-
          ci, il maggiore sviluppo degli organi di senso in
          essi localizzati, in modo da ottenere maggiori
          informazioni dall’ambiente circostante, la depig-
          mentazione, la riduzione o la totale perdita degli
          occhi così come delle ali. Le modificazioni fisio-
          logiche possono invece riguardare una riduzione
          del metabolismo, la perdita dei ritmi circadiani e
          della stagionalità, una bassa fecondità con ridu-
          zione del numero delle uova e un aumento del
          loro volume.
          La biospeleologia di quest’area è stata finora
          scarsamente studiata, nonostante l’importanza di
          questi ambienti e della loro biodiversità.
          Tra il 2006 e il 2008 per ovviare a questa lacu-
          na, sono state investigate grazie al contributo e
          all’impegno del Corpo forestale dello Stato,
          alcune cavità ipogee all’interno delle Riserve
          Naturali Biogenetiche Casentinesi e zone limi-
          trofe. Durante i campionamenti sono stati
          raccolti più di 60 taxa ripartiti tra molluschi,
          artropodi e vertebrati. Tra queste specie, molte
          delle quali protette, alcune risultano di partico-
          lare interesse come Niphargus sp. (un crostaceo
          Anfipode, appartenente alla famiglia dei     Per ulteriori approfondimenti consultare:
          Nifargidi) attualmente in studio, probabile  Mazza G., Cianferoni F., Bottacci A. &
          nuova specie per la scienza,  Vitrinobrachium  Zoccola A..
          baccettii (un mollusco Gasteropode) che rap-  Primo contributo alla conoscenza della bio-
          presenta la prima segnalazione per la regione  speleologia all’interno delle Riserve Naturali
                                                       Biogenetiche Casentinesi
          Emilia-Romagna, Simo variegatus (un coleottero
                                                       Parco Nazionale Foreste Casentinesi, Monte
          della famiglia Curculionidi) che costituisce il
                                                       Falterona e Campigna e zone limitrofe.
          primo ritrovamento nel Parco Nazionale.      Quaderno Studi Naturali Romagna.
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