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Evoluzione e tecnica di impiego degli aerei nella lotta antincendio


            dorsale del trasporto, soprattutto militare, di molte Nazioni, fra cui
            l’Italia nel quale l’Hercules è stato presente prima in oltre dieci esem-
            plari della versione H ora sostituiti dalla versione J con 4 turboeliche di
            quasi 5.000 cv ciascuna ed eliche a pale falcate. Nell’uso AIB
            l’Hercules è equipaggiato con un ingegnoso sistema denominato
            MAFFS (Modulary Airborne Fire Fighting System). Il sistema è com-
            posto da cinque serbatoi, alloggiati nel vano di carico della fusoliera,
            per un totale di 12.000 litri di acqua e ritardante che sono espulsi attra-
            verso due grossi ugelli che scaricano in prossimità della coda. Lo scari-
            co è modulabile in quanto il liquido può essere distribuito nella quanti-
            tà disposta dal pilota.
               L’Italia ha realizzato un sistema similare per 6.000 litri da alloggiare
            nella fusoliera dell’italiano G222 Alenia (ex Fiat Aviazione, ex Aeritalia)
            bimotore, propulso da due turboeliche di circa 3.000 cv. Il sistema ita-
            liano è costruito dalla Silvani Antincendio specificatamente per il citato
            trasporto medio leggero che è in uso nell’Aeronautica Militare e, con la
            sigla C-27, nel Corpo dei Marines. Il carico tuttavia viene espulso tutto
            insieme e non può essere frazionato, differentemente dal sistema
            MAFFS. Il passare degli anni ha evidenziato un problema difficilmente
            risolvibile, a meno di investimenti enormi nel settore, tali da far spesso
            ripensare seriamente sulla validità e sulla convenienza del mezzo aereo
            nella lotta AIB. Infatti si è andato rarefacendo il grande parco aeromo-
            bili ex militari, che potevano essere acquistati a poco prezzo ed essere
            convenientemente usati. Aerei nuovi, espressamente progettati per lo
            scopo, raggiungerebbero costi unitari per la progettazione e la realizza-
            zione tali da sconsigliare l’avventurarsi in simile impresa commerciale.
            E così si assiste al mantenimento in vita di aerei, peraltro con ottimi ri-
            sultati, aventi alcune decine di anni sulle ali.
               Per chiudere il panorama degli aeromobili ad ala fissa, non si può fa-
            re a meno di citare l’ultimo gigante comparso sulla scena dell’AIB. Si
            tratta del russo Beriev BE200 che ha operato anche in Italia sotto l’egi-
            da del Dipartimento della Protezione Civile. Il BE200 è un idrovolante      8
            anfibio (come il Canadair) propulso da turboreattori situati sul dorso      n.  -
            delle ali al riparo da spruzzi d’acqua. Trasporta 12.000 litri di liquido   III
            antincendio, ma è certo che di fronte al rilevante carico trasportato,
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