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Evoluzione e tecnica di impiego degli aerei nella lotta antincendio


               retto consiste nell’effettuare da parte degli aerei una serie di lanci tesi a
               formare una cortina di acqua e ritardante in prossimità dell’incendio, di
               modo che quando questo ultimo vi arriva, trova una barriera insor-
               montabile e ne è impedito nell’avanzamento. Con i bombardieri di sola
               acqua si preferisce la prima tecnica, mentre si ricorre alla seconda tecni-
               ca di intervento quando gli aerei sono carichi di una miscela di acqua e
               ritardante che meglio esplica le sue funzioni di soffocamento quando
               questo additivo viene in contatto delle fiamme. Inoltre se si ha disponi-
               bilità di acqua e la distanza fra questa e l’incendio non supera i 30-40
               chilometri, si dimostrano eccezionalmente efficaci gli aerei, come i
               Canadair che, mentre effettuano le operazioni di ammaraggio e decollo,
               si riempiono contemporaneamente di acqua, eventualmente miscelabi-
               le con del ritardante, che si trova già imbarcato sull’aereo.Tutti gli altri
               aerei, non anfibi, avendo bisogno, come detto, di piste e di stazioni di
               carico e avendo pertanto una frequenza molto bassa di riempimento e
               di sgancio del materiale, vengono opportunamente caricati di acqua
               unitamente al ritardante o ad altro materiale estinguente, avente certa-
               mente una migliore e risolutiva efficacia contro il fuoco.
                  In ultimo, una curiosità: i liquidi lanciati da questi aerei sono normal-
               mente colorati con pigmenti rossi a base di ossidi di ferro allo scopo di
               visualizzare dall’alto la zona irrorata e non sprecare tempo e denaro col-
               pendola nuovamente, cosa possibile qualora non fosse così evidenziata.
                  Le tecniche di attacco aereo sono infine condizionate da una serie di
               fattori, quali la conformazione del territorio e della linea dell’incendio,
               la presenza di correnti di pendio, la presenza di montagne. L’aereo non
               dovrà mai sganciare “in salita” ove ha ridotte capacità di manovra, si
               dovrà avvicinare al fuoco da dove ha un’ampia visuale e decidere se
               sganciare in un’unica soluzione o in una successione tutto il carico tra-
               sportato. Per risolvere tutte queste problematiche, non facilmente valu-
               tabili dall’alto, ecco che emerge l’insostituibile e determinante necessità
               della presenza umana che “guidi” l’aereo, dando luogo così ad una si-
               nergia inscindibile uomo-macchina.


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