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Evoluzione e tecnica di impiego degli aerei nella lotta antincendio


            Questo relativo gigante ad ala rotante è stato superato da elicotteri di
            maggiori dimensioni e capacità, in questi ultimi tempi, come i grossi
            Mil russi, autentici colossi dell’aria complicati e costosissimi.
               Nel mondo occidentale è comparso l’S64 ovvero il Sikorski S64
            Skycrane che dopo aver servito nell’U.S. Army negli anni ’60, è stato ri-
            generato nel nuovo ruolo AIB. Non vi è una benna appesa al gancio
            baricentrico, ma attaccato alla sua scarna fusoliera, vi è un serbatoio di
            oltre 9.000 litri di acqua riempibili con una sonda che viene immersa
            anche negli specchi d’acqua più piccoli. Il liquido caricato può essere ri-
            lasciato in caduta libera ovvero sparato da una “lancia” ad alcune deci-
            ne di metri di distanza. Ciò evita che il flusso di aria del rotore in movi-
            mento interferisca in modo dannoso con l’incendio, alimentandolo e
            diffondendolo col soffiarci sopra. Il grande elicottero ha un unico
            grosso rotore, sul quale converge la potenza di due turbine a gas da
            3.500 cv ciascuna.
               E dopo gli aerei e gli elicotteri ecco che nel panorama AIB compare
            una sorpresa. Il magazine inglese New Scientist ha pubblicato nel 2002 la
            notizia che una società californiana sta studiando l’impiego di dirigibili
            nella lotta AIB. Essa ha progettato un’aeronave lunga 300 metri e capa-
            ce di trasportare mille metri cubi di acqua. Resta un po’ sconosciuto co-
            me questa ditta pensi, di fronte ad un incendio, di manovrare un simile
            pachiderma, senza contare i costi di esercizio e il comportamento di
            una simile macchina in presenza della turbolenza d’aria provocata dalle
            correnti di aria calda che si generano nell’area dell’incendio.


            Uso degli aerei
               Tralasciando quanto precede l’arrivo dell’aereo in zona di operazio-
            ni, chi in loco sovrintende alle attività antincendio e come queste ven-
            gono organizzate (le coordinate geografiche, le dimensioni dell’incen-
            dio e la velocità del vento, lo sviluppo del fuoco, la topografia e la dire-
            zione di entrata e di attacco, la disponibilità di acqua, le barriere naturali
            e la presenza di linee elettriche), intendiamo ora descrivere brevemente    8
            i sistemi di attacco aereo contro gli incendi boschivi. L’intervento del-   n.  -
            l’aereo può essere effettuato direttamente, colpendo il fuoco se è picco-   III
            lo o colpendo la linea delle fiamme, se il fronte è esteso. L’attacco indi-
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