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Evoluzione e tecnica di impiego degli aerei nella lotta antincendio


            in cielo dalla scia delle eliche. Si ricorse allora alle bombe d’acqua utiliz-
            zando in una prova due contenitori da 37 litri pieni di un prodotto li-
            quido lanciati da 100 metri di quota ad una velocità di circa 130-140
            Km/h. I risultati non furono minimamente incoraggianti, vista anche
            la complessità di tutto il dispositivo, limitato e macchinoso.
               La guerra che dal 1939 al 1945 devastò e dissanguò economicamen-
            te il mondo intero pose temporaneamente fine agli esperimenti antin-
            cendi. Nel 1947 la tecnica dell’uso di bombe d’acqua venne riesumata e
            per lo scopo si utilizzò un Boeing B-29 noto come Superfortezza
            Volante, allora disponibile in grandi quantità per i più svariati ruoli, es-
            sendo cessate le esigenze belliche. Il gigantesco quadrimotore (4 motori
            Wright da circa 2.500 cv ciascuno), che aveva due anni prima massacra-
            to il Giappone bombardandolo con formazioni di centinaia di aerei,
            venne caricato con quarantasei bombe contenenti ognuna 623 litri
            d’acqua. Il B-29 opportunamente ribattezzato per l’occasione “The
            Rocky Mountain Ranger” effettuò l’esperimento di sgancio a Great
            Falls nel Montana, lanciando le bombe da 1000 metri di quota. Alcune
            di queste bombe erano armate con spolette di prossimità e altre ne era-
            no prive. Di fronte ai buoni risultati, si preferì comunque abbandonare
            il sistema, costoso e pericoloso, considerata la presenza delle spolette e
            dei serbatoi metallici che costituivano l’involucro delle bombe.
               Dopo sei anni di studi, prove e ricerche, si arriva nel 1953 ad una so-
            luzione che permette di depositare acqua o altri liquidi o additivi in una
            superficie in modo diffuso. L’esperimento in questione dimostra che
            l’acqua lanciata in caduta libera da opportuna quota e ad opportuna ve-
            locità raggiunge il terreno bagnandolo su una determinata superficie in
            funzione ovviamente della quantità. Per questa prova nella contea di
            Los Angeles, il 2 dicembre 1953, nella località Rosemond Dry Lake,
            viene utilizzato come pompiere volante uno dei più eleganti transatlan-
            tici dell’aria, il quadrimotore Douglas DC7, spinto da 4 motori Wright
            R-3350 TurboCompound da circa 3.400 cv che gli imprimono una ve-
            locità massima di quasi 600 Km orari. Il bellissimo quadrimotore della      8
            Douglas era stato equipaggiato con sei contenitori da 1.500 litri ciascu-   n.  -
            no dotati di valvole a saracinesca. L’acqua bagnò in sequenza un’ampia      III
            superficie senza soluzioni di continuità.
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